BTPi- Contesto di mercato

untitled Bond periferici. Poderoso allungo dei bond greci: lo spread si è ristretto a 447 punti base e il rendimento è sceso al 6%, nuovi minimi dal 2010. Il nostro spread riparte da quota 165 punti base per un rendimento del BTP 10 anni al 3,19%, vicino al minimo storico. Raggiunto con nove mesi di anticipo rispetto alle iniziali previsioni il duplice obiettivo previsto per fine anno di 150 punti base di spread e a 3,2%/3% di rendimento del BTP 10 anni. Azzerato anche il ritardo nei confronti della Spagna. La positività potrebbe non essere finita, se Renzi riuscirà a portare avanti le riforme c’è spazio per recuperare un altro mezzo punto.

I BTPi sono molto appetibili rispetto ai BTPei

Storicamente i BTPi sono stati migliori rispetto ai BTPei, ma mai come ora.  Tre sono gli aspetti degni di nota: in primo luogo, dal novembre dell’anno scorso i BTPi hanno presentato un livello di BE quasi nullo. Ciò appare molto che a  rispetto alle nostre attese sull’inflazione italiana per quest’anno (0,8%) e il prossimo (1,1%). In secondo luogo, da metà febbraio il BTPei Set17 ha iniziato a diventare più rich in BE, mentre lo stesso non si è verificato per i BTP Italia. Ciò è ascrivibile solo in parte all’andamento del carry mensile.

In terzo luogo, lo spread fra le break-even italiane e euro non è mai stato così ampio, il che corrobora ulteriormente l’attrattiva di questa asset class. Dall’inizio del 2000 l’inflazione italiana è stata in media più elevata di quella dell’area euro di 20pb. Da metà 2013, tuttavia, le dinamiche dei prezzi sono state più moderate in Italia che nell’area euro, e ci aspettiamo che il differenziale di inflazione sia entrato in una fase di correzione, durante la quale i prezzi italiani aumenteranno meno di quelli dell’eurozona. Il motivo di ciò è la necessità per il paese di riguadagnare competitività.

L’entità della correzione complessiva dell’inflazione non dovrebbe essere particolarmente elevata (se non altro perché la necessità di recuperare competitività accomuna tutta la periferia) e il processo potrebbe essere relativamente graduale e molto probabilmente protratto. Uno scenario plausibile per il medio-lungo termine è quello di un’inflazione italiana al di sotto di quella dell’eurozona di circa 0,2-0,3pp all’anno, in linea con il ritmo a cui gli squilibri dei prezzi si sono accumulati dall’adozione dell’euro.  Alla luce di queste aspettative, uno spread BE negativo di 90pb appare ingiustificato, anche tenendo conto di un premio di liquidità. Si noti che il differenziale di inflazione sul mercato degli swap sull’inflazione è di 55pb.

 

 

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