Brasile, i gestori hanno iniziato a ballare la Samba

 di Roberta Castellarin

 

Nelle elezioni presidenziali brasiliane Jair Bolsonaro è in evidente vantaggio e i gestori credono che per valuta, obbligazioni ed azioni brasiliane questa sia una buona notizia che crea i presupposti affinché il rally continui durante i prossimi mesi. Paul Greer, portfolio manager di Fidelity International, ha dichiarato: “Da ieri sera è ufficiale: Jair Bolsonaro ha vinto con un ampio margine la prima tornata delle elezioni presidenziali in Brasile e dovrà affrontare al ballottaggio Fernando Haddad del PT (Partito dei Lavoratori) il prossimo 28 ottobre. Il 46% dei voti ottenuti da Bolsonaro supera di gran lunga il risultato previsto nei sondaggi e lo scarto del 17% rispetto all’avversario Haddad è maggiore di quanto ci si aspettasse. Bolsonaro andrà dunque al ballottaggio in una posizione di forza avendo aumentato sensibilmente le sue chance di essere eletto Presidente del Brasile. Inoltre, anche i candidati in linea con il programma di Bolsonaro hanno ottenuto risultati migliori del previsto nelle elezioni per il senato e la camera dei deputati”.

Secondo Greer nel breve termine, i mercati brasiliani continueranno a beneficiare del rally innescato da questa notizia, dopo il nervosismo dovuto alla prospettiva che fosse nuovamente un candidato del PT a insediarsi nel palazzo presidenziale. “Ciononostante, malgrado i mercati siano propensi ad accogliere con favore i risultati del primo turno, il futuro del Brasile appare molto incerto all’indomani delle elezioni. Nel caso in cui Bolsonaro vinca al secondo turno, ci aspettiamo che l’entusiasmo del momento svanirà in breve tempo, nonostante la sua visione pragmatica riguardo alla posizione fiscale del Brasile”, avverte Greer.

Il gestore di Fidelity ricorda che quelle in corso sono indubbiamente le elezioni più divisive mai registrate nella storia democratica del Brasile e hanno messo in evidenza la profonda polarizzazione delle dinamiche politiche interne avvenuta negli ultimi mesi. “La campagna elettorale è stata dominata da temi come la sicurezza e la corruzione, che hanno alimentato il voto anti-establishment. Anche se Bolsonaro è in una posizione particolarmente forte, prevediamo che le prossime 3 settimane saranno caratterizzate da volatilità, sia nei sondaggi che sui mercati, poiché l’avversione tanto nei suoi confronti quanto in quelli di Haddad è molto elevata negli schieramenti opposti”, dice Greer che aggiunge, “a prescindere dalle elezioni, prevediamo che i saldi di bilancio del Brasile continueranno a peggiorare e che il rating sovrano subirà ulteriori declassamenti verso la singola B nei prossimi 12-18 mesi. La crescita del Brasile resta al di sotto del suo potenziale e ci aspettiamo che la stagnazione prosegua anche nel prossimo futuro. Riteniamo inoltre che la politica monetaria del Paese sia troppo accomodante e che i tassi d’interesse debbano crescere, poiché così farà l’inflazione, secondo le nostre stime, nei prossimi 6-12 mesi.”

Secondo Edwin Gutierrez, head of emerging market Sovereign Debt di Aberdeen Standard Investments, i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile, sono una chiara indicazione su come soffia il vento politico nel Paese. “Bolsonaro è in evidente vantaggio e, poiché i mercati finanziari si muovono ipotizzando che diventerà il prossimo presidente del Brasile al secondo turno elettorale, oggi è in corso un forte rally degli asset brasiliani. Il mercato sta infatti tirando un sospiro di sollievo perché è diventata molto improbabile una vittoria del candidato di sinistra Haddad, le cui politiche non avrebbero aiutato il Brasile a uscire dal suo attuale deficit economico”, dice Gutierrez.

Secondo Gutierrez parte dell’ampia vittoria di Bolsonaro dipende dal fatto che non fa parte dell’establishment politico esistente che negli ultimi anni aveva perso totalmente la sua credibilità. Tuttavia c’è di più. “Il candidato alla presidenza ha presentato un piano credibile per affrontare due dei problemi economici più urgenti del Brasile: il costo del sistema pensionistico e il livello di indebitamento. Affrontare questi problemi è probabilmente diventato più difficile a seguito di queste elezioni. Rispetto alle passate elezioni, il partito di Bolsonaro potrebbe ottenere una maggioranza più ampia al Congresso. E’ infatti possibile immaginare che i pessimi risultati ottenuti da alcuni partiti possano aiutarlo in vista del ballottaggio”, dice Gutierrez, “Tuttavia nel complesso, il potere all’interno del Congresso sarà ora diviso tra un maggior numero di partiti. Questo renderà più difficile le necessarie contrattazioni che sono parte integrante della politica brasiliana. Anche se il Brasile ha subito un grande cambiamento a livello di partiti politici, non è invece cambiato il modello clientelare, che Bolsonaro dovrà affrontare molto rapidamente per portare avanti la sua agenda”.

Aggiungono da marzotto sim: “Crediamo che ci sia un’elevata probabilità che Bolsonaro diventi il nuovo presidente del Brasile e questo potrebbe essere un cambiamento radicale per una nazione in difficoltà che è sempre stata governata da presidenti di sinistra dal 2003. Vediamo la sua presidenza come un fattore positivo per gli assets Brasiliani e ci aspettiamo che la valuta, obbligazioni ed azioni continuino il loro rally durante i prossimi mesi (visto che non prevediamo uno scoppio totale della crisi dei mercati emergenti quest’anno). Una vittoria assoluta o un forte primato domenica saranno doppiamente positivi, poiché daranno slancio al suo programma accolto positivamente dai mercati”.

Avvertono, però da Marzotto sim: “Nel caso di una sorprendente vittoria da parte di Haddad, ci aspettiamo un’acuta correzione degli assets Brasiliani, poiché il mercato considererebbe il nuovo presidente come una continuazione del predecessore che mise l’economia nei guai nel 2016. Inoltre, i suoi piani per aumentare la spesa e usare banche pubbliche per prestare soldi a basso costo metterà ancora più pressione sulla già difficile posizione finanziaria del Brasile”.

Gli esperti di Marzotto sim ricordano che Bolsonaro è un ex capitano dell’esercito che ha servito come legislatore federale per sette mandati consecutivi. E’ famoso per il suo conservatorismo sociale, predicando tradizionali valori familiari e nazionalismo insieme a forte retorica sull’ordine pubblico ed un’agenda economica altamente liberale, che include privatizzazioni, decentralizzazione, deregolazioni e riforma di pensioni e tasse. “Ciò viene principalmente dal suo consulente economico e molto probabilmente prossimo Ministro dell’Economia, Paulo Guedes, formato nelle migliori pratiche di mercato dall’Università di Chicago e sostenitore di privatizzazioni di massa che potrebbero raccogliere circa 1 trilione di reais (258 miliardi di dollari)”, spiegano da Marzotto sim, aggiungendo che, nonostante Bolsonaro abbia detto che privatizzazioni e vendita delle concessioni sono un modo per aumentare la concorrenza e “praticamente eliminare problemi legati alla corruzione” nelle compagnie di Stato, ha di recente commentato che non privatizzerà nessuna delle grandi aziende controllate dallo Stato che ritiene “strategiche”.

“La relazione tra i due sarà osservata attentamente dai mercati poiché Guedes è la principale ragione per cui Bolsonaro è percepito come un candidato “amico dei mercati” piuttosto che come un altro populista”, dicono da Marzotto sim.

Dal punto di vista del mercato Marzotto sim dice: “Consigliamo di acquistare esposizione verso asset brasiliani che sembrano ancora interessanti nonostante il recente rally in seguito al salto di Bolsonaro in testa nei sondaggi. Il rischio di credito della nazione è ancora a livelli elevati a seguito di una debole performance relativa. Il Real Brasiliano è ancora la valuta con la quarta peggior performance quest’anno, con una perdita del 14,6% nonostante sia stata la seconda migliore ad ottobre. E nonostante il mercato azionario brasiliano non sembri economico al momento (scambiava con un premio del 5% rispetto ai mercati emergenti in termini di p/e prospettici), osserviamo un ulteriore potenziale di crescita per le grandi aziende gestite dallo Stato come Eletrobotas, Petrobas e Banco do Brasil che sono scambiate a poco e guadagneranno di più anche sulla la più piccola speranza di privatizzazione”.

Dal punto di vista del mercato azionario il confronto tra MSCI EM vs MSCI Brasil per p/e atteso rivela un premio del 5% per le azioni Brasiliane contro un premio storico del 2% negli ultimi 5 anni, quindi c’è già un forte ottimismo. Ma ci sono alcune azioni che Marzotto sim considera interessanti: “Petrobass scambiava a p/e prospettici di 6,7 volte contro la media di 12,1 volte per le compagnie petrolifere integrate, ossia uno sconto del 44%, che è troppo alto anche paragonato al suo storico sconto a 2 anni del 36%. Storia simile per Eletrobras (maggiore compagnia di servizi dell’America Latina) con un p/e atteso di 8,5 volte contro le 9,7 volte per i mercati emergenti, o 12% di sconto ( contro lo sconto medio a due anni del 1%). C’è poi il Banco do Brasil (maggior Banca dell’America Latina) scambia a p/e prospettici di 6,7 volte contro il rapporto di 11,6 volte per banche dell’America Latina ad elevata capitalizzazione, ma questo 42% di sconto è vicino alla media a 2 anni del 38%”. Aggiungono da Marzotto sim: “La maggioranza di tutte e tre le compagnie sopra è posseduta dal governo Brasiliano e quotate sulla borsa di New York con Eletrobras e Petrobras quotate anche sulla Borsa di Madrid”. Infine Marzotto sim ricorda che “Rio FP Equity (Lyxor Brasil Bovespa) è un Etf specializzato in azioni Brasiliane conforme al regolamento Ucits”.

Da Milano finanza

 

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