Barclays, chi è esposto ai mercati emergenti

barclays Il peggioramento dello scenario delle economie dei Paesi emergenti e la svalutazioni delle loro valute hanno indotto gli analisti di Barclays a rivedere al ribasso le stime sui risultati delle società europee che operano nel settore dei capital good (beni di investimento), uno dei più esposti a questo tema.

1) Abb. Giudizio positivo (overweight) per il gruppo elvetico che tratta a sconto del 10% rispetto ai concorrenti. Il target price è 23 franchi, con un potenziale di rialzo del 33%, che nello scenario ottimista arriva al 48% (26 franchi). Il titolo, che tratta 16,3 volte l’utile 2015 e 13,8 quello del 2016, offre un dividend yield del 2,8% e 2,9%.

2) Atlas Copco. Rating overweight per la società svedese, alla quale è stato assegnato un prezzo obiettivo di 245 corone, che lascia un margine di rialzo del 19%. Nell’ipotesi bullish è 280 corone (+36%). I punti di forza sono la minore ciclicità degli utili e la maggiore generazione di cash. Il titolo viene scambiato 17 volte l’utile 2015 e 16,1 quello del 2016, mentre il rendimento della cedola è  3,2 e 3,4%.

3Prysmian . Il gruppo quotato a piazza Affari beneficia dell’esposizione verso il mercato finale, compresi alcuni segmenti molto promettenti, come i cavi a fibra ottica, oltre ad avvalersi di un management team molto forte. Le quotazioni attuali incorporano però già le prospettive di crescita degli utili fino al 2017. Il titolo merita quindi un prezzo obiettivo di 21,50 euro, che nello scenario ottimista sale a 24,50 con rating equalweight. Il dividend yield è 2,4% nell’esercizio 2015 e 3% nel prossimo (cedola stimata rispettivamente 0,46 e 0,57 euro). Il p/e scende da 14,6 a 12,9.

4) Electrolux. Il gruppo svedese, che sta acquisendo il business Appliances di Ge per 3,3 miliardi di dollari, è correttamente valutato 230 corone, che è inferiore alle quotazioni recenti. Il rating è neutrale (equalweight). L’accordo dovrebbe essere realizzato, ma ci potrebbero essere ancora ostacoli che abbassano la visibilità dei risultati futuri. Il rendimento della cedola è 2,9% in questo esercizio e 3,1% nel prossimo (dividendo rispettivamente di 7 e 7,55 corone). Il p/e si riduce drasticamente da 25 nel 2015 a 14,5 nel 2016.

5) Alstom. Prezzo obiettivo di 35 euro (+23%) per il gruppo che ha accettato l’offerta amichevole di Ge per acquisire gli asset nell’energia, anche se si dovrà aspettare l’ok della Ue. L’accordo secondo gli analisti va nella giusta direzione perché permette ad Alstom di concentrarsi nel core business. Il titolo viene scambiato 33 volte l’utile 2015 e 13,8 quello del 2016. Nello scenario ottimista è stimato 38 euro (+34%). Non distribuirà il dividendo.

6) Kuka. Alla società tedesca è stato assegnato il giudizio positivo  (overweight) con target price 78 euro, che nell’ipotesi bullish sale a 91 euro, perché continuerà a partecipare alla crescita dei processi di automazione/robotica in molti mercati. Dopo il cambiamento del management nel 2009, i margini continuano inoltre a migliorare. Il titolo viene scambiato con un p/e di 24,7 che scende a 18,7 nel 2016. Il rendimento della cedola è trascurabile.

7) Legrand. Nel settore europeo dell’electrical engineering è la società di maggiore qualità, ma questo punto di forza è già scontato nelle quotazioni attuali. Difficilmente arriveranno inoltre sorprese positive dalla Francia e dall’Italia. Il rating è neutrale (equalweight) con  prezzo obiettivo 48 euro, che è inferiore alle quotazioni attuali. Il p/e è 23,2 nell’esercizio 2015 e 22,2 nel prossimo. Il dividend yield è invece 2,3 e 2,4%, a fronte di una cedola rispettivamente di 1,15 e 1,20 euro.

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