Banche, la samba continua

samba_553365 E’ un coro, dal governatore Visco , al ministro Padoan, al premier Renzi, le banche italiane sono sicure. E’ vero, in parte e comunque non per tutte. La samba delle banche in difficoltà prosegue, dopo Mps, convalescente in cerca di un nosocomio, oggi vale 1,5 miliardi di euro, dopo aver comprato Antonveneta per più di 10 miliardi. Abbiamo avuto il crack di Ferrara, Marche, Chieti ed Etruria, con l’azzeramento del valore delle azioni e quello delle subordinate, per le quali si sta organizzando il salvataggio. Per onestà dobbiamo dire che, poiché si tratta di banche non quotate, è difficile liquidare gli azionisti come speculatori, le azioni venivano vendute allo sportello, come le obbligazioni e al prezzo stabilito dalle assemblee, ma siccome nessuno parla degli azionisti, ci adegueremo alla regola. L’ultimo pirla, colpevole o innocente, chiuda la porta. La bastonatura degli azionisti prosegue oggi in Veneto, ad opera della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, circa 200.000 azionisti che avevano comprato le azioni della prima a 48 euro nel 2011 e poi sottoscritto aumenti di capitale nel 2013/14 a 62,5 euro, si sono visti recapitare una lettera che valuta 6,3 euro le loro azioni, nel caso volessero esercitare il diritto di recesso, all’atto della trasformazione da popolare in s.p.a, con perdite dell’87% e del 90%.E’ andata un po’ meglio a quelli di Veneto Banca, che hanno visto le loro azioni scendere a 7,3 euro, da 39,5. Gli obbligazionisti non dovrebbero al momento correre rischi, essendo alle viste un aumento di capitale garantito per la prima da Unicredit e per la seconda da Intesa. Sperando che gli aumenti di capitale non vengano bruciati rapidamente, come accaduto in quasi tutte le banche italiane, a causa dell’aumento delle sofferenze e dell’eccessivo accumulo di titoli di Stato italiani. L’Europa vorrebbe mettere un tetto agli acquisti di titoli nazionali e per le banche sarebbe un bene. Renzi minaccia il veto, perché sa che salterebbe il barile del debito pubblico, allora avanti insieme sul cornicione, basta sapere che detenere obbligazioni bancarie e statali comporta lo stesso rischio e sommarle lo raddoppia. Consola sapere che le banche tedesche sono messe male? Un po’, ma loro hanno un debito statale solidissimo, chi vuole bund deve accettare interessi negativi, cioè pagare lo Stato, anziché ricevere cedole ,poi hanno una economia in crescita, non stagnante. Inoltre i tedeschi hanno iniettato nel sistema 300 miliardi di euro, noi nulla. Renzi continua a dire che spezzeremo le reni alla Germania, che abbiamo fatto i compiti a casa, ma purtroppo non è vero, o forse avevamo molti compiti e ne abbiamo fatti solo alcuni, in più pasticciando molto.

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