Axa, strategie in vista del rialzo dei tassi

axa-assurance Quest’anno i mercati azionari hanno fatto meglio degli obbligazionari. Per le obbligazioni si tratta della secondo o del terzo peggior anno in termini di performance nell’ultimo decennio. Da un lato questo risultato compensa un 2014 estremamente brillante e dall’altro è il riflesso di una serie di avvenimenti che hanno creato volatilità nei mercati (le oscillazioni del franco svizzero, la Grecia, i prezzi del petrolio e la Cina). “Sembra che adesso ci stiamo avvicinando a un ciclo economico normale. Gli Stati Uniti sono vicini alla piena capacità produttiva e la stretta monetaria inizierà presto” spiega Chris Iggo, responsabile investimenti reddito fisso di Axa. Ecco a suo parere come agire in vista del rialzo dei tassi.

1) Occhio ai prezzi. Sarà difficile ottenere rendimenti brillanti dalle obbligazioni anche nel 2016. Anche se i rendimenti sono un po’ più alti rispetto alla fine dello scorso anno, la componente di reddito legata ai flussi cedolari sarà molto probabilmente più che bilanciata dalla dinamica negativa dei prezzi, soprattutto nei mercati in cui i tassi di interesse saliranno (Stati Uniti e Regno Unito).

2) Duration breve. Per affrontare il rialzo dei tassi occorre puntare sulla duration breve. Nel segmento high yield probabilmente si assisterà a un aumento dei default dopo che i tassi saranno saliti. Gli investitori dovrebbero quindi essere ricompensati per il rischio di credito assunto. Ma tutto ruota intorno agli interventi della banca centrale americana, all’andamento dell’inflazione e alla conseguente reazione dell’economia e dei mercati.

3) Bond high yield. Vige ancora una fase che favorisce i mercati obbligazionari e in alcune aree si registrerà una correlazione negativa dei rendimenti derivanti da un’esposizione pura al credito rispetto ai tassi. Serve quindi un approccio a breve nei portafogli obbligazionari, concentrandosi sugli spread del credito ma con un’esposizione limitata alla duration. Anche se spread e rendimenti sottostanti salgono entrambi, un portafoglio di obbligazioni a breve scadenza farà meglio di un’esposizione full market. Negli Stati Uniti rispetto all’Europa la divergenza della politica monetaria continuerà a essere centrale. Assisteremo probabilmente a un costante ampliamento dei breakeven in Europa e excess return del segmento high yield.

4) Prudenza nei mercati emergenti. Nel caso dei mercati emergenti, quest’anno sono stati registrati rendimenti discreti per il debito in valuta forte nonostante i ben noti problemi relativi alla crescita. Questi fattori negativi non scompariranno e richiedono quindi un approccio prudente in vista del rialzo dei tassi negli Stati Uniti. La storia comunque insegna che la debolezza associata a una stretta monetaria da parte della Fed è limitata e che gli spread nei mercati emergenti tenderanno a restringersi.

5) Più fiducia nella Cina. La flessibilità politica delle autorità cinesi dovrebbe migliorare la fiducia e indurre gli investitori a pensare che la crescita nel Paese della grande muraglia non sia destinata a rallentare molto, con la conseguenza di contenere nuovi pericolosi ribassi dei prezzi delle materie prime.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.