Arrivano i nostri 2

Gli americani, si sa, sono tutti un po’ cowboys; si aspettano, che alla fine, arrivi la cavalleria nordista a risolvere i problemi creati dagli indiani. Se al posto degli indiani ci mettiamo i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, ovvero gli Stati che hanno “mangiato troppo” da qui la definizione PIGS ovvero “maiali”) e al posto della cavalleria nordista ci rimettiamo gli americani, il quadro potrebbe dirsi completo. Mercoledì pomeriggio, a mercati USA aperti, si è tenuta la riunione del FOMC (Federal Reserve Open Market Committee) presieduta da un tipino che di nome fa Ben Shalomon Bernanke, detto anche HelicopterBen per quanto dichiarò, e cioè: “sono disposto a gettare dollari dall’elicottero sulle città americane, pur di evitare una recessione”. Naturalmente serve il via libera dalla Casa Bianca per un eventuale nuovo QE (Quantitative Easing), ma dopo lo scivolone del Dow Jones, seguito all’intervento di Obama, qualcosa potrebbe succedere presto. Di più, Thimoty Geithner, che è il Segretario al Tesoro USA è rimasto piuttosto contrariato dal Downgrade del rating degli USA subito dall’agenzia S&P e, quindi, potremmo mettere anche lui nella rosa dei favorevoli ad un nuovo round di allentamento quantitativo. Ma cos’è questo allentamento quantitativo? E’ la FED che ricompra i Bond dalle banche, immettendo denaro sul mercato. Ne sono già stati fatti due round, uno di 1200 miliardi di dollari e uno di 600 miliardi di dollari, che hanno sostenuto l’economia americana dopo la crisi della Lehman Brothers e dei mutui sub-prime. Ed è stato, il QE, una delle ragioni dell’impennata delle materie prime e della discesa del dollaro. I mercati, del resto, si stanno crogiolando al sole di questa ipotetica speranza in un saliscendi vorticoso dovuto più alla volatilità della stagione che a vere e proprie idee di investimento. La nota stonata, non sono gli speculatori, ma i controllori che non controllano un benemerito niente. Non controllano le agenzie, non controllano le voci, non controllano i mercati. E’ evidente che il mercato non rispecchia i fondamentali, e la confusione è alle stelle. In Italia, tanto per fare un esempio, in queste ore prossime alla manovrina di ferragosto, si ventila un aumento della tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5% al 20%; ma con i mercati in profondo, profondissimo rosso, tutto ciò non si risolverà in una crescita dei crediti d’imposta? Anche alla BCE, come avevamo già scritto, hanno le idee confuse; hanno compiuto un azzardo aumentando i tassi preoccupati per l’inflazione e adesso si trovano spiazzati dalla mossa della FED che ha inchiodato i tassi a zero per due anni. Comunque sia, alla riunione del FOMC USA, hanno promesso misure di sostegno ai mercati; forse non faranno un QE3, ma solo il rinnovare a scadenza quella montagna di titoli di stato, che si sono comperati dovrebbe fare qualcosa, e poi stiamo a vedere cosa si inventeranno. La soluzione, per i mali dell’Europa, sarebbe un bel QE fatto dalle nostre Banche centrali, per mettere i soldi in circolo e far ripartire l’attività di erogazione degli istituti bancari; invece andiamo nella direzione opposta e cioè una bella tassa alle banche per ripianare i debiti. Così uccidiamo pure le uniche galline dalle uova d’oro che ci sono rimaste, e che non sono scappate, come le altre aziende private, oltre frontiera. Nel frattempo, Tremonti, ha reso noto i contenuti delle richieste “confidenziali”, che la BCE ha rivolto all’Italia: liberalizzazione dei servizi pubblici, liberalizzazione dei servizi professionali e privatizzazione dei servizi locali. A questo vanno aggiunti gli interventi sulle pensioni e il taglio allo stipendio dei dipendenti pubblici. Più o meno le stesse riforme richieste alla Grecia. Se i mercati, quindi, si aspettano la carica del 7° cavalleggeri nordista, noi speriamo solo che non finisca come allora, in quel lontano 1876, quando nella battaglia del Little Bighorn, gli indiani Lakota schiacciarono le truppe nordiste, guidate dal Tenente Colonnello Gorge Armstrong Custer.

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