Andamento area Euro

euroI dati degli ultimi giorni hanno generalmente confermato il trend di miglioramento dell’economia europea in questo inizio di 3Q. La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero di agosto relativo all’area Euro ha migliorato di un decimo di punto la stima preliminare (51,4 contro 51,3), confermando il rialzo dal mese precedente (50,3 a luglio) nonostante la leggera revisione al ribasso per il PMI tedesco (51,8 da 52). La pubblicazione delle componenti del dato ha mostrato l’ottimo andamento degli ordini e, in parte, anche della produzione. Per quanto riguarda gli altri paesi le notizie positive sono arrivate soprattutto dai periferici, ed in particolare dall’Italia, che ha visto il proprio PMI manifatturiero salire (in prima lettura) di quasi un punto a 51,3 (maggior rialzo da oltre 2 anni) e dalla Spagna, il cui PMI ha toccato quota 51,1; tra i maggiori paesi europei la Francia rimane l’unica con il PMI manifatturiero sotto quota 50 (49,7). Inflazione in calo ad agosto. La prima stima dei prezzi al consumo area Euro ha evidenziato un calo di tre decimi, a +1,3% a/a, imputabile in gran parte alla componente energetica; il CPI core è rimasto invece stabile a +1,1% a/a. Al netto di variazioni impreviste dei prezzi dell’energia nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe risalire leggermente. Anche in Germania i prezzi al consumo sono scesi nello scorso mese, di 4 decimi sull’indice nazionale (+1,5% da +1,9%) e di 3 decimi sull’indice armonizzato UE (+1,6% da +1,9%); in Italia i prezzi sono invece rimasti più stabili rispetto al resto d’Europa, con l’indice nazionale sceso di un decimo a +1,1% a/a e l’indice armonizzato sullo stesso livello di luglio a +1,2% a/a. Dati ancora negativi sui consumi, con le vendite al dettaglio in calo sia in Italia che in Germania. Nel nostro paese a giugno le vendite sono tornare a contrarsi, un -0,2% m/m che ha portato la variazione annuale a -3% dal precedente -1,2% di maggio; in Germania il calo è stato più ampio, -1,4% m/m a luglio dopo il -0,8% di giugno. In prospettiva, comunque, le buone indicazioni provenienti dagli indici di fiducia dovrebbero supportare un ritorno alla crescita dei consumi, già a partire dai mesi estivi. Tendenzialmente positivi tutti gli indicatori di sentiment. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è salito ad agosto per il quarto mese consecutivo, raggiungendo quota 95,2 (massimi da un anno e mezzo) dal precedente 92,5 e contro attese di 93. Il dato è coerente con una ripresa del PIL nella seconda parte dell’anno. In Italia ad agosto sono migliorate sia la fiducia dei consumatori (98,3 in progresso di un punto) sia quella delle imprese (92,9, +1,1 punti); entrambi gli indici sono stati trainati dalle aspettative sulla ripresa europea, e dalle attese per un allentamento della pressione fiscale. Tra gli altri dati, in leggero calo la fiducia dei consumatori tedeschi, in netto miglioramento (98 da 95), invece, l’indice di fiducia delle imprese francesi. A luglio il tasso di disoccupazione dell’area Euro è rimasto stabile sui massimi storici, al 12,1%. Tra i diversi paesi non si sono registrate grosse variazioni, la Spagna rimane il paese “più disoccupato” (26,3%), Francia e Germania rimangono stabili rispettivamente all’11% e al 6,8%. Lieve progresso, invece, per l’Italia, dove il tasso dei senza lavoro è sceso di un decimo al 12%; il calo, però, è imputabile alla flessione della forza lavoro, con un tasso di occupazione che è invece rimasto stabile. In generale sembra che il mercato del lavoro sia vicino al punto di minimo, e che gli spazi di peggioramento per i prossimi mesi siano quantomeno limitati. Stati Uniti i mantengono stabili sia le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione, a 331 mila unità, sia le richieste continue, poco sotto i 3 mln; questi livelli sono coerenti con un la creazione di poco meno di 200 mila posti di lavoro al mese. La lettura finale del Pil 2Q ha portato a una ulteriore revisione al rialzo, a +2,5% t/t annualizzato, con la fetta più importante della revisione arrivata dalla bilancia commerciale, il cui deficit si è contratto a giugno di circa 10 mld $, di fatto azzerando il contributo al Pil 2Q che ante revisione era stato negativo per uno 0,8%. I dati su reddito e spesa personale di luglio hanno fatto segnare incrementi inferiori alle attese, +0,1% per entrambi; il tasso di risparmio è quindi rimasto invariato al 4,4%. Nei prossimi mesi, comunque, è attesa una ripresa sia per il reddito disponibile che per la spesa. Positivi gli indici di sentiment. Lettura sopra le attese per l’indice ISM manifatturiero di agosto, salito a 55,7 da 55,4 ma contro attese di un calo a 54; particolarmente positiva l’indicazione della componente nuovi ordini, salita di circa 5 punti a 63,2. In leggero aumento anche il PMI di Chicago (53 vs 52,3 di luglio), e la revisione dell’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan di agosto (82,1 da 80). Indicazioni ancora contrastanti dal mercato immobiliare, con l’ottimo dato sulla spesa edilizia (+0,6% m/m a luglio, a cui si aggiunge la revisione positiva di giugno), ma vendite di case in corso e richieste di nuovi mutui ancora in calo.

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