Amundi continua a preferire le azioni rispetto al credito

Matteo Germano, Head of Multi Asset CIO Italy di Amundi, consiglia di utilizzare le “rotazioni” per cavalcare la prossima ondata di ripresa

Amundi conferma la propensione al rischio e continua a preferire le azioni al credito, perché i segnali a breve termine restano favorevoli, dai dati economici alle politiche accomodanti delle Banche Centrali. Le valutazioni rimangono costose e potrebbero essere messe in crisi dalle forti aspettative già incorporate nei prezzi, ma questo non dovrebbe fare da catalizzatore per un derisking strutturale. E’ consigliabile ruotare l’esposizione al rischio puntando sulla fiducia del mercato, monitorando con attenzione l’eccesso di euforia in alcuni segmenti e andando a intercettare i segnali di stanchezza per assumere una posizione leggermente più prudente a seconda dei dati.

MERCATI SVILUPPATI PREFERITI

Lo afferma Matteo Germano, Head of Multi Asset CIO Italy di Amundi, sottolineando una forte convinzione su tre punti: rimanere costruttivi sulle azioni ma con una rotazione regionale che privilegi i mercati sviluppati, posizione favorevole sul Giappone in quanto mercato pro-ciclico mentre per ora l’Australia non offre opportunità, fiducia nelle azioni europee che potrebbero beneficiare della ripresa, dell’accelerazione delle vaccinazioni, delle valutazioni relative favorevoli, della forte crescita degli utili e di solidi fattori tecnici. Germano conferma anche l’opinione positiva sul mercato britannico perché le vaccinazioni stanno portando a una precoce riapertura dell’economia.

INTERESSE PER AZIONI BRITANNICHE E CINESI

Amundi vede nelle azioni britanniche anche una declinazione interessante sul tema della reflazione, con esposizione a energia, società minerarie e banche, e con un profilo potenzialmente asimmetrico per via del grande peso dei titoli difensivi. Germano consiglia inoltre una certa esposizione alle azioni dei mercati emergenti ma con minor convinzione, perché la recente volatilità e il vigore del dollaro rappresentano degli ostacoli a breve, mentre continua a prediligere le azioni cinesi, preferendo la piazza di Hong Kong.

COSTRUTTIVA SUI BTP A 30-ANNI

Per quanto riguarda il reddito fisso, Amundi resta invece neutrale sui tassi nominali. sia europei che americani, ma positiva sull’inflazione USA, nella convinzione che il tema reflazione possa avere ancora un certo peso sostenuto dallo stimolo da 1.900 mld. Nel credito europeo, Amundi resta costruttiva sui BTP trentennali italiani rispetto ai corrispondenti Bund tedeschi alla luce di fattori tecnici, valutazioni e aumentati acquisti della BCE che potrebbero limitare la volatilità e incoraggiare la ricerca di rendimento nei segmenti con duration più lunga, mentre rimane moderatamente costruttiva sul debito emergente, consigliando di tutelarsi contro il rischio di inflazione.

CORPORATE BOND SEMPRE INTERESSANTI

I corporate bond sono sempre visti come interessanti grazie ai fattori tecnici, al valore relativo e, in Europa, alle metriche sul credito. Una convinzione che si basa sugli acquisti più massicci da parte della BCE, con una preferenza per il segmento High Yield rispetto all’Investment Grade, perché il costo dei finanziamenti per le High Yield rimane tra i più bassi di sempre e perché hanno una duration media bassa, sia in euro che in dollari. Secondo Amundi il tema della reflazione può essere declinato anche sul mercato delle valute, con una preferenza per il dollaro canadese su quello americano e sulla corona norvegese, e sulla sterlina rispetto all’euro e al franco svizzero.

RISCHIO FORTE AUMENTO TASSI USA

I principali rischi indicati da Amundi sono legati a un aumento straordinario dei tassi USA, che potrebbero incidere sui tassi europei ed erodere il valore laddove gli spread sono già molto compressi, come nel segmento Investment Grade. Per cui il consiglio agli investitori è di cercare di dotarsi di alcune coperture in queste aree.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.