AllianzGI: mercati azionari verso una pausa estiva

Per Greg Meier di AllianzGI non ci sono molte motivazioni a supporto di continui rialzi, dato che molte buone notizie sembrano siano state ormai scontate, e da qui a settembre potrebbe valere il vecchio ‘Sell in May and go away’

Dopo i minimi toccati a marzo al culmine della crisi della pandemia, nelle ultime settimane gli asset a rischio hanno registrato un forte rally sulla scorta del rallentamento dei contagi, della riapertura delle economie e degli ingenti stimoli monetari e fiscali delle autorità. Ma guardando al futuro, sembra siano state scontate molte buone notizie, mentre le incertezze legate al virus sono ancora elevate. Da adesso fino a settembre i mercati potrebbero subire gli effetti del vecchio motto “sell in May and go away”. Questo non vuol dire che i mercati azionari scenderanno a nuovi minimi, ma neppure che vi siano forti motivazioni a supporto di continui rialzi nel breve termine.

ELEVATI LIVELLI DI RISCHIO ERANO EMERSI GIA’ NEL CORSO DEL 2019

Sono le conclusioni cui giunge nel suo commento settimanale Greg Meier, Senior Economist Director di AllianzGI, dal titolo “Bridge Over Troubled Water”, la hit degli anni 70 di Simon & Garfunkel, per sottolineare che quelle attuali sono acque agitate. Meier ricorda che per tutto il 2019, mentre le azioni toccavano nuovi massimi, AllianzGI segnalava agli investitori elevati livelli di rischio, perché le condizioni sembravano stranamente simili a quelle prevalenti nei periodi che hanno preceduto le recessioni del passato. I tre elementi che puntavano in questa direzione erano la guerra dei dazi USA-Cina, l’elevato indebitamento delle imprese e gli aumenti dei tassi della Fed.

LA PANDEMIA NON ERA PREVEDIBILE MA HA FATTO PRECIPITARE UNA SITUAZIONE GIÀ CRITICA

Il fattore che ha scatenato la crisi, la pandemia globale, non era invece prevedibile, ma ha fatto precipitare una situazione già critica. Secondo l’esperto di AllianzGI l’attuale recessione non segue il solito schema, perché non è partita dal comparto industriale, dal settore bancario o dal mercato immobiliare, non riguarda solo consumi, filiere o investimenti, e non è limitata a un numero ristretto di Paesi. Ha invece dimensioni globali ed è sinora attribuibile ai danni provocati dal necessario “distanziamento sociale”, con gli impianti produttivi fermi, come ristoranti e compagnie aeree.

IN ATTESA DEL VACCINO BISOGNA PENSARE ALTERNATIVE AL BLOCCO TOTALE DELLE ATTIVITÀ

La soluzione dovrebbe essere un vaccino, che potrebbe essere disponibile in tempi record, ma nel frattempo serve un ponte, il bridge di Simon & Garfunkel appunto, sotto forma di sostegno a famiglie e imprese, per scongiurare una crisi di liquidità. L’esperto di AllianzGI aggiunge che servono inoltre politiche innovative per contenere la pandemia, perché la quarantena globale ha inevitabilmente conseguenze sull’economia, e indica altri mezzi, come un rigoroso programma di test, il tracciamento dei contatti anche con apposite app, “micro-quarantene”, checkpoint: il concetto è “danzare” attorno al virus anziché colpirlo direttamente.

RIFLETTORI PUNTATI SUGLI INDICATORI DELLE PRINCIPALI AREE: CINA, GIAPPONE, EUROPA E USA

Intanto i riflettori sono puntati sulla Cina, prima a uscire dalla crisi, dove ci si attende una continua attenuazione della debolezza di produzione industriale, immobilizzazioni e vendite al dettaglio. Sempre in Asia, si guarda al Giappone, dove gli indicatori anticipatori sono migliorati dopo aver toccato i minimi da almeno dieci anni. In Europa invece l’attenzione è sulla crescita negativa, mentre negli Stati Uniti si prevede un’accelerazione della deflazione al consumo, con il continuo aumento dei disoccupati e il forte calo delle vendite al dettaglio e della produzione industriale.

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