Mercati ed elezioni in Gran Bretagna

  • Contrariamente alle aspettative, il Partito Conservatore ha perso la maggioranza dei seggi alla Camera dei Comuni nelle elezioni di ieri. Per la situazione politica interna si apre un periodo di caos in cui la leadership del Primo Ministro Theresa May può essere messa in discussione, anche se il Partito Conservatore potrebbe essere in grado di formare un Governo di coalizione.
  • La reazione dei mercati finanziari è analoga a quella successiva al referendum sulla Brexit, anche se di entità molto minore: debolezza della sterlina, FTSE 100 al rialzo, mid e small cap britanniche in ribasso.

Allo stato attuale è molto difficile stabilire come possa procedere il processo di Brexit, ma un approccio più “soft” rispetto a quello “hard” proposto dal Governo è più probabile. Le elezioni generali britanniche hanno prodotto un’altra sorpresa: il Partito Conservatore ha perso la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Comuni, a fronte di un significativo miglioramento del Partito Laburista (che non raggiunge tuttavia la maggioranza relativa). Il Partito Conservatore tenterà ora di formare un Governo di coalizione con il Partito Unionista dell’Irlanda del Nord, ma potrà contare su una maggioranza esigua di 3 / 4 seggi, rispetto alle attese di una maggioranza in aumento ad almeno 50 seggi secondo la maggior parte dei sondaggi e degli analisti.

 

Per la situazione politica interna si apre un periodo di caos. Anche se a breve termine Theresa May potrebbe rimanere a capo del Partito Conservatore e del Governo, la sua leadership è seriamente indebolita e sarà ritenuta responsabile di aver bruciato il vantaggio di 10/20 punti percentuali che i sondaggi inizialmente assegnavano al suo partito rispetto ai Laburisti. L’esiguità della maggioranza di Governo implica anche che nuove elezioni anticipate nei prossimi mesi sono certamente possibili. Contemporaneamente, la forte discesa del Partito Nazionale Scozzese riduce significativamente la possibilità di un referendum di indipendenza della Scozia a breve termine.

 

La reazione dei mercati finanziari è analoga a quella successiva al referendum sulla Brexit, anche se di entità molto minore, e coerente con un ampiamento di un premio per il rischio politico sugli asset britannici, che si sfoga soprattutto sulla debolezza della sterlina contro Euro e contro US$ e nella sottoperformance dei settori del mercato azionario più legati all’economia domestica britannica, mentre il forte orientamento globalizzato della composizione dell’indice delle blue chips FTSE 100 sta beneficiando della svalutazione della divisa. L’avversione al rischio sta spingendo ancora al ribasso i rendimenti dei Gilt, nonostante la discesa degli ultimi mesi che li aveva portati ad essere tra i titoli di Stato dei Paesi Sviluppati più cari sui fondamentali macroeconomici.  Da questo punto in avanti, l’outlook per la sterlina è molto incerto dal momento che il suo driver principale, cioè il percorso di Brexit, è molto più imprevedibile e si potranno registrare significative variazioni anche nel mix di politica economica domestica, soprattutto fiscale con ricadute di politica monetaria.

 

  • Le aspettative dei mercati erano per una “hard Brexit” (che comprende l’uscita dal mercato unico europeo) ma con un percorso più lento che eventualmente avrebbe incluso un accordo di transazione per superare la scadenza di marzo 2019. E’ ora possibile che ci si orienti verso una “soft Brexit” ma con un percorso molto più accidentato, considerando la maggior forza dei Laburisti e la minor presa del Primo Ministro May sul suo partito.
  • La politica fiscale potrebbe virare in senso più espansivo di quanto previsto dal piano fiscale del Governo di marzo, anche per compensare l’impatto negativo dell’incertezza politica sull’attività economica. Di conseguenza l’incertezza di politica monetaria sarebbe molto alta.

 

Fino a quando il nuovo Governo non sarà formato e la linea di Brexit chiarita, è estremamente difficile stabilire quali potrebbero essere le ripercussioni sulla sterlina, per cui manteniamo una view neutrale. Poiché la probabilità di una linea più “soft” non è più trascurabile, fasi di eccessiva debolezza potrebbero anche rappresentare un’occasione di acquisto. Il raggiungimento di area 1,25 contro US$ e la tenuta della resistenza in area 0,88 contro Euro sono i livelli tecnici da monitorare.

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