Achtung Banditen

Venerdì è ricrollata la borsa e oggi si replica. Motivo? Si era dimesso l’ennesimo tedesco dalla BCE, perché non condivideva il piano di salvataggio dei PIIGS. Per lavoro sono stato in Germania la settimana scorsa, ho parlato con un po’ di gente e mi sono reso conto che c’è un fortissimo sentimento antieuropeo, o meglio i tedeschi si stanno chiedendo perché devono fare sacrifici per salvare le cicale d’Europa. Detto così pare tutto normale, ma lo è veramente ? No, c’è chi soffia e non poco, sul fuoco. I finlandesi hanno aderito al salvataggio, ma pretendendo garanzie economiche. Perché anche gli altri non l’hanno fatto ? Era la strada più semplice per far scattare le necessarie riforme politico-amministrative nei paesi in difficoltà. Ma non è successo. Allora vuol dire che o si pensa di guadagnare di più facendo il gioco dello sfascio, o che è cominciata la paura. Sicuramente i grandi speculatori giocano sul primo tavolo e stanno accumulando fortune incalcolabili, ma per fare andare le cose al loro modo stanno spaventando la gente. I tedeschi sono gente quadrata, posata, stabile. Basta che non perdano la testa, allora diventano ingovernabili. Loro stanno bene quando tutto è pianificato e non ci sono sorprese. Destabilizzare i tedeschi è rimettere l’orologio della storia 100 anni indietro e se poi crescesse la diffidenza verso la Francia, il salto sarebbe di 500 anni. Purtroppo anche da loro non c’è gran qualità politica. La tanto osannata signora Merkel pensa solo a non perdere peso politico nel paese e nel suo partito, insomma agli interessi di bottega. E così, se qualcuno non si dà una mossa, vedremo crollare l’euro, crescere fortemente i nazionalismi, cadere una ad una le economie europee (sì anche quella tedesca che vive di esportazioni soprattutto europee) e poi? E poi cominceranno le gomitate, gli spintoni e il si salvi chi può. Ne vale la pena?

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