Tanto tuonò che piovve

3069_molniya_gorod_tuchi_small_(www_GdeFon_ru)La cassa integrazione ordinaria (pagata dai lavoratori e dalle aziende), quella straordinaria (pagata dalla collettività), i prepensionamenti/scivoli (pagati dalla collettività) e tutti gli altri sostegni a chi ha perso il posto di lavoro sono costati, dalla loro introduzione, una montagna di miliardi.

Pensate agli ultimi anni, ai prepensionamenti delle Ferrovie dello Stato, a quelli di Alitalia, alle decine di miliardi degli ultimi 5 anni di crisi. Tutto questo con la benedizione, meglio per forte intercessione dei sindacati tutti, triplice e non.

Tra le tante cause di “svenamento” questa è una voce consistentissima.

Lo ricordo, non per rimarcare i miei distinguo, ma quelli dei sindacati stessi.

Già, l’altra sera da Porro su Rai 2, Bonanni, segretario CISL dal 2006, ha detto che la cassa integrazione deve servire per la riqualificazione del personale.

 Che si svegli ora, che i buoi non sono già usciti dalla stalla, ma che sono morti di vecchiaia FUORI dalla stalla, lo trovo insultante.

Peggio ancora, trovo che questo signore veda soluzioni alternative a stare stravaccati sul divano o fare lavori in nero con anni di ritardo, e tutto questo al netto di non sapere fare il proprio lavoro. Questo è il tipico caso di incompetenza per cui se sei onesto ti dimetti, se non lo fai, ti sbattono fuori. Non succederà e lui passerà per un innovatore. Questa è l’aria, perché  l’altra  sera Porro, anti- sinistra DOC, non gli ha fatto notare le evidenti contraddizioni, anzi benediceva curialmente queste affermazioni.

L’ultima ipotesi è che i sindacati vogliano “cavalcare”, se non gestire, la riqualificqzione, sarebbero nuovi posti di lavoro (i riqualificatori) in cui far scivolare gli esuberi dei sindacati che hanno conti da paura e che prima o poi dovranno cominciare a licenziare, pardon, a creare corsie preferenziali verso le pubbliche amministrazioni o le pensioni, alla faccia dei rappresentati.

Sarebbe una china terribile, l’abbiamo già vista, io vengo da Genova e là, negli anni 80 si tennero corsi di flipper con la scusa che si doveva, prima di ripararla –secondo corso-, conoscere la macchina.

Anche qui, sarebbe bastato prima guardare che preparazione diamo (livello delle nostre scuole tecniche e di avviamento al lavoro) e poi per le disgrazie cosa fanno all’estero. Ma noi duri e puri (e ignoranti, almeno delle lingue, perché il nostro sciovinismo è soprattutto frutto del saper parlare, malino, solo l’italiano) abbiamo tirato  diritto o innanzi e come quei due, siamo messi male, molto male!  

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