Sul lavoro vincono i ‘polarizzatori’

Se siete sgobboni e concilianti, state sbagliando. Meglio essere radicali e attaccabrighe. Con qualche avvertenza

Siete di quelli che in ufficio non piantano grane, si sforzano di essere concilianti con i colleghi? State sbagliando. Non farete carriera. Sul lavoro vincono i radicali, gli attaccabrighe, i “polarizzatori”: «Attirano l’attenzione e ottengono promozioni in tempi più brevi», ha spiegato Mitch Prinstein, docente di Psicologia all’Università della Carolina del Nord a Quartz, citando il caso di Steve Jobs, il cui temperamento aggressivo era ben noto.

Invece «chi lavora molto bene e ha un alto potenziale, ma è incerto, non riuscirà a distinguersi», ha scritto un altro psicologo, Nick Tasler , nel suo manuale Decision Pulse. Occhio, però: non siamo tutti Steve Jobs. I “polarizzatori” rischiano di essere noti più per l’attenzione che generano che per la qualità del lavoro.

«Il loro limite è non ascoltare gli altri, non imparare dagli errori: i veri leader non sono aggressivi, ma assertivi; non si fanno pestare i piedi, ma non li pestano agli altri; manifestano le proprie idee, ma ascoltano quelle degli altri», spiega Bill Eddy, avvocato e cofondatore del High Conflict Institute, società di consulenza per professionisti. La strategia, conclude Prinstein, è «essere polarizzatori nelle idee, ma rispettosi con gli altri».

 

Da: Pagina99

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