Medici sempre meno di famiglia

03i Credo che un tempo svolgere la professione medica fosse un po’ come esercitare una missione verso il prossimo. Nei paesi soprattutto, il medico di famiglia e la maestra erano indubbiamente le autorità indiscusse e più stimate della comunità, delle quali ci si fidava ciecamente. C’è da ricordare che nei tempi passati la medicina non aveva ancora fatto i passi da gigante che ha percorso negli ultimi decenni, così come le tecniche diagnostiche erano limitate ed il medico doveva fare la diagnosi, avvalendosi principalmente della visita accurata del paziente e delle analisi del sangue. Ciò naturalmente lo portava ad avere un’enorme esperienza sul campo, e, se dotato di buona capacità diagnostica, riusciva da solo a risolvere gran parte dei problemi dell’ammalato, quando non erano particolarmente gravi, diversamente lo ricoverava all’ospedale. Non possiamo certamente fare paragoni con i tempi attuali, in cui la vita delle persone si è allungata, a dispetto dell’aumento di gravi malattie, come quelle oncologiche e cardiovascolari, che vengono diagnosticate sempre più precocemente, anche grazie a sofisticati esami strumentali, permettendo così di effettuare cure efficaci. Però qualche appunto ai medici di famiglia, credo onestamente vada fatto, ovviamente senza eccessive generalizzazioni. Oggi non svolgono più i turni di notte, dove venivano chiamati dai pazienti per malori e non lavorano durante i giorni festivi. Hanno l’ obbligo di svolgere un certo numero di ore presso il proprio ambulatorio, ma per le visite domiciliari hanno messo numerosi paletti: Visite a casa solo in presenza di febbre, anche gli anziani, se non allettati, magari con presumibili malattie da raffreddamento, in pieno inverno devono recarsi presso lo studio medico, così come i bambini più piccoli. Sarà giusto, ma considerando che sono molto ben pagati, anche a confronto dei loro colleghi ospedalieri, sarebbe auspicabile che soprattutto oggi, che i tagli del Ministero colpiscono il settore, riducendo la possibilità di effettuare TAC e risonanze magnetiche a go go a carico del Sistema Sanitario Nazionale, i medici di famiglia si rimboccassero le maniche, eseguendo sempre più accurate visite ai pazienti anche a domicilio. Recuperando così l’antica sapienza diagnostica di un tempo, e confutando una volta per tutte le critiche di coloro che li considerano soprattutto dei burocrati passacarte, che sovente svolgono una doppia professione, facendo contemporaneamente ad esempio i medici legali, finendo con l’essere accusati di essere i principali responsabili dell’intasamento dei Pronto Soccorso. Insomma, il tema della salute dovrebbe essere per tutti, professionisti e politici, un argomento da analizzare e gestire con la massima accuratezza, perché, parafrasando Schopenhauer, la salute non è tutto, ma senza quella, tutto è niente!

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