Leadership

 Apro Linkedin e mi sembra che sia diventato il Facebook dei lavoratori. Un’altra vetrina sull’ego umano, dove si condividono articoli, conferenze, eventi e seminari  in cui si riversano milioni di parole sul futuro, sui leader, sul modo di fare azienda, ma che alla fine hanno solo lo scopo di dare una vetrina ai panelist o intrattenere un pubblico, tanto quanto fa Netflix.

Sì in realtà il business moderno dei paesi evoluti spostati sul terziario, è costituito per una buona fetta da un indotto di fuffa, di seminari, conferenze, slide, consulenti, consigli, panel, eventi su eventi, raduni, che alla fine aggiungono poco e niente alla creazione di veri prodotti e servizi che influenzino la vita quotidiana dell’umanità. Insomma, si potrebbe dire che una bella fetta del GDP degli stati moderni si fonda… sulle chiacchiere.

Una delle chiacchiere preferite di tutto il mondo del business da circa trent’anni è la leadership. Corsi, seminari, libri e compagnia su come essere leader, quali sono i tipi di leader, come individuare i leader, che cosa dovrebbero fare i leader e via dicendo.

Il problema è che poi la maggioranza degli individui vuole andare a questi corsi, leggere i libri o le slide solo per farsi intrattenere. Per essere d’accordo intellettualmente. Per prendere appunti e dire che ‘sì’ il leader deve dare l’esempio’, che ‘sì giusto, il leader deve mettersi al pari di quelli sotto e remare con loro’, che il ‘leader ti motiva, non ti tratta come una carta straccia’ eccetera, eccetera. Poi però nessuno vuole davvero cambiare se stesso, scendere dal piedistallo, mettere l’ego in un taschino, fare un bagno di umiltà, lavorare sodo, soffrire perchè  cambiare sembra quasi impossibile e fare quello che gli insegnamenti per un vero leader comportano. Per alcuni poi ciò significherebbe dare una sistemata prima alla propria vita e psiche, anche con della psicoterapia, per dirla tutta.

Ma per rendersi conto della discrepanza tra le chiacchiere sulla leadership da conferenza e la vita quotidiana aziendale, voglio narrare un episodio e proporre un semplice test di leadership che chiameremo il ‘test del mojito.

Un giorno stavo lavorando all’organizzazione di una festa serale in ufficio e il budget per l’evento era limitato. Dovevamo comprare delle bottiglie di rum per preparare dei mojito e a causa del budget limitato presi a chiedere chi fra i dipendenti avesse un volo di lì a breve così da poter acquistare il rum al duty free shop dell’aeroporto. Una collaboratrice mi indicò un alto dirigente, il quale tornava dall’aeroporto a giorni, ma ciò suscitò un momento di ilarità in entrambi perché  chiedere di comprare il rum per il mojito al dirigente sarebbe risultato quasi paradossale. Conoscendo il personaggio lo avrebbe preso quasi come un affronto o provocazione. Alla fine si diede per scontato di non chiederglielo, anche se successivamente lo si fece per interposta persona di un altro suo pari grado.

Ora, sebbene sulle prime ciò sembrò normale, una volta giunto a casa mi domandai: ‘ma perché  è normale? Perché  è inopportuno chiedere a questo signore di portare il rum per l’ufficio, se è lui l’unico ad andare all’aeroporto?’. E allora ho riflettuto, che tutte le chiacchiere sulla leadership, l’esempio, il role model e compagnia, restano alla fine solo chiacchiere, se il “leader” non passa almeno il test del mojito.

Quindi per la vostra azienda – piccola o grande- il vostro business, o voi stessi come leader, consiglio di risparmiare due soldi sul prossimo evento di leadership e vedere se voi o l’organizzazione passereste il ‘test del mojito. In altre parole: avete la festa di tutto l’ufficio e manca il rum per il mojito, il capo è  l’unico in aeroporto. Se le carica due belle bottiglie di rum e ve le porta con un sorriso?

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