Intervista a Riccardo Caselli autore de “Il piccolo libro del jujitsu aziendale”

Il 10 Settembre e’ uscito nelle librerie italiane il nuovo libro di Riccardo Caselli, uno dei fondatori di questo blog, “Il piccolo libro del jujitsu aziendale: metti KO senza combattere nemici, rivali, sabotatori (compreso il tuo capo)” edito da Sperling&Kupfer.

La quarta di copertina del libro ci illustra il contenuto:

Questo piccolo libro svela alcune semplici ma illuminanti verità: non sempre merito e carriera coincidono, i giochi di potere ottengono più risultati del talento, i conflitti tra colleghi riducono energia e creatività. Se anche tu non vuoi essere vittima di queste dinamiche e vuoi ottenere i successi che meriti, allora la soluzione è diventare maestro di jujitsu aziendale. Con l’aiuto di Riccardo Caselli, manager di livello internazionale nelle Risorse umane e acuto osservatore dei comportamenti nei gruppi di lavoro, apprenderai come applicare i segreti dell’arte marziale giapponese più antica per risolvere i conflitti, evitare sgambetti e difendere il tuo lavoro, usando la forza dell’avversario per annientarlo. Perché l’abilità suprema è sconfiggere il nemico senza combattere. Cattiverie, invidie, sabotaggi e persino un capo incapace non saranno più un ostacolo per te e i tuoi obiettivi. Con questa guida pratica e geniale, oltre a dare slancio alla tua carriera, ridurrai lo stress e la fatica nella tua vita professionale e aumenterai gratificazioni e leadership.

Riccardo Caselli e’ manager in ambito risorse umane e ha lavorato in Europa e Asia, viaggiando in oltre 40 paesi. Da Singapore, dove ora risiede, ha risposto ad alcune nostre domande sulla sua seconda fatica letteraria.

Riccardo, come nasce questo libro?

Da una ispirazione. Dopo anni intensi in giro per il mondo, lavorando per aziende multinazionali, mi sono reso conto che da Milano a Hong Kong, da New York a Kuala Lumpur, le dinamiche degli uffici poco cambiavano. Siamo prima di tutto esseri umani, piuttosto che Cinesi, Americani o Italiani. E quindi lotte di potere, invidie, colpi bassi, purtroppo sono all’ordine del giorno in moltissime realta’. Avendo dovuto districarmi per primo attraverso queste dinamiche, e avendo assistito a innumerevoli storie di colleghi, ho sentito la spinta a creare una guida pratica e divertente per aiutare i lavoratori a ogni latitudine, ad avere una carriera piu’ proficua e serena.

Come mai l’idea del “jujitsu” un’arte marziale giapponese? Vivi da anni in Asia, quanto c’e’ di cultura asiatica in questo libro?

Il jujitsu e’ un’arte marziale morbida. Non privilegia colpi offensivi, ma utilizza la forza dell’avversario contro lo stesso. Mi e’ sembrata una metafora perfetta di quanto insegno nel libro: concentrarsi solo sul fare il proprio lavoro al meglio, essendo pero’ pronti a disinnescare gli attacchi altrui con mosse letali se si viene provocati. Certo, vivo da anni in Asia, un continente affascinante che amo molto, pratico meditazione e yoga da quindici anni e credo di portare ormai dentro di me influenze tanto orientali quanto occidentali. Mi sento di appartenere a entrambe le culture e penso che il libro lo rifletta.

A dieci anni dal tuo esordio letterario “L’Italia in Vacca” torni nelle librerie, che cosa e’ cambiato e come mai una pausa cosi’ lunga fra i due libri?

E’ cambiato moltissimo. Scrissi il primo libro che avevo a malapena venticinque anni. Era frutto di molte idee e riflessioni, ma esperienze limitate. Sono idee che ho comunque mantenuto, spesso critiche sull’Italia, e che mi hanno infatti spinto a mettermi alla prova in altre parti del mondo. Questo libro nasce invece da una esperienza di vita e professionale piu’ consolidata, e si rivolge a un pubblico piu’ ristretto, quello dei lavoratori – soprattutto dipendenti –a cui posso offrire una conoscenza specifica nel settore delle risorse umane. Ho sempre pensato che i libri si scrivono per ispirazione, non per ragioni commerciali o di visibilita’. Magari il prossimo sara’ pronto tra un anno, magari fra cinque o forse mai. L’ispirazione e’ qualcosa che ci appartiene, ma non ci appartiene. Non possiamo comandarla.

Che cosa consigli a un giovane che oggi si affaccia al mondo del lavoro e in generale a un lavoratore che voglia avere successo?

Consiglio di investire sulla propria formazione, studiare e aggiornarsi continuamente, non importa se all’Universita’ o anche gratis su internet. Mai come oggi vi sono possibilita’ di apprendere gratuitamente. Poi consiglio di investire sulla crescita personale. Le conoscenze non bastano, occorre lavorare sul proprio carattere e personalita’. Per fortuna esistono tecniche straordinarie, quali la meditazione, che possono davvero trasformare la nostra vita. E poi consiglio di correre qualche rischio, lanciarsi nelle avventure e cercare di esporsi a contesti internazionali: lavorare in un nuovo paese e’ sempre una grande opportunita’ di crescita.

Parli spesso di meditazione e crescita personale, anche nel libro. Puoi dirci qualcosa di piu’ e consigliare chi voglia approcciare questo mondo?

E’ un capitolo davvero lungo e meriterebbe una discussione a parte! Mi limitero’ a dire che fra le tante esperienze efficaci e significative che ho vissuto, mi sento di consigliare a tutti la meditazione Vipassana. Consiglio di ritagliare dieci giorni della propria vita per andare in uno dei ritiri gratuiti ad apprendere la tecnica e mantenerla poi a casa nel quotidiano. Una scelta che fa una differenza cosi’ grande, che l’investimento di dieci giorni, per quanto possa sembrare importante, risultera’ poi davvero ridicolo rispetto ai benefici sperimentati.

Parlando di esperienza internazionale. Hai viaggiato un po’ in tutto il mondo. Luogo o citta’ preferita?

Citta’ preferita Bangkok, per la sua energia, la sua gente, l’incredibile varietà di luoghi, colori e suoni. Luogo preferito per una vacanza, Bali, il paradiso terrestre.

Letture preferite?

Sarebbe una lista lunga. Scelgo: Il Potere di Adesso,di E.Tolle, La via del guerriero di pace di D.Millman, Siddharta di E.Hesse e Open di Agassi.

Per chi volesse seguirti, hai un sito, o usi i social?

Non un grande fan dei social, ma ho due siti per seguire il mio lavoro di scrittura e di formazione: www.jujitsuaziendale.com e www.heroescorporate.com

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