Illusioni ottiche

marsupio-prenatal Nel mondo del commercio, forse dati i tempi di crisi, è tutto un invogliare i consumatori, con prezzi che suonano così: abito a 49,90 euro, mele a 0, 99 euro al chilo, televisore Led a 399 euro, villetta al mare a 199000 euro e via discorrendo. Quei 99, che si tratti di centesimi, decimi, o decine di euro , suonano meglio della cifra tonda di poco superiore, ma la sostanza non cambia, se non nella percezione del prezzo. La sostanza invece spesso cambia quando ci vengono offerti certi prodotti a prezzi incredibilmente bassi per ciò che dicono di venderci, ad esempio come posso fare uno sbiancamento dentale al costo di 29,99 euro, senza che mi usino del banale e corrosivo perborato, dato che i prodotti per lo sbiancamento, se di buona qualità, costano un occhio della testa? O gustare una fresca orata a 0, 99, senza che me l’abbiano allevata nella vasca da bagno di uno scaltro fornitore?

Oppure, al contrario, come posso andare in una elegante boutique cittadina, con la commessa che mi propone un abito per le serate invernali, la cui composizione suona così: 50% viscosa, 45% poliamide, 5% lana, alla “modica” cifra di 250 euro, rigorosamente made in Italy, ma sicuramente confezionato dai cinesi di Prato? Certamente il rallentamento dei consumi è colpa della crisi, ma se i commercianti intendono catturarci con delle furbate, attenti, perché questo non è il momento buono .Anche in quel settore non ci si può improvvisare solo perché non si trovano altri mestieri, bisogna affidarsi a ricerche di mercato, andare nelle metropoli a vedere attività di successo e poi, se serve, passare il confine. Chi vi dice che una bella piadineria, con il supporto degli attrezzi e dei saperi romagnoli, non possa funzionare a Salisburgo, Monaco di Baviera, Praga o Varsavia? O un bel negozio di calzature del Brenta a Lubiana, Vienna e così via?

Oggi il consumatore si è fatto più accorto: perché deve pagare dal fiorista un vaso di crisantemi per i defunti 40 euro, quando nei mercati cittadini, che si trovano quasi ovunque, lo stesso prodotto lo paghi un quarto? Tutto sta cambiando, in giro c’è una notevole anarchia, sulle bancarelle puoi trovare del cachemire della qualità di quello di Cucinelli, a poche decine di euro, magari di una ditta che col marketing non ci ha saputo fare e nei negozi alla moda non vedere una fibra naturale pregiata, manco col cannocchiale. Per concludere: ormai in campana devono stare tutti, dai commercianti, ai consumatori, perché la torta è diventata più piccola, anche se fa ancora gola, i gusti stanno cambiando, però lo stomaco si rifiuta di digerire tutto, ma proprio tutto!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.