Il lavoro garantito logora chi ce l’ha

 Lo sostengo ufficialmente: non possiamo più farcela come sistema Paese, chiunque sia a vincere le elezioni. Non sono un guru della finanza, né dell’economia, nè tantomeno membro di uno di quegli illuminati think tank che pullulano ovunque, in Confindustria, in organismi vicini al governo, nelle società più influenti del paese, e così via. Leggo semplicemente qua e là notizie quotidiane, alcune talmente assurde, che mi permettono di affermare con certezza quanto scritto sopra, pur paragonandomi semplicemente alla casalinga di Voghera. La notizia è questa: i bambini di una scuola materna del modenese sono costretti a fare il riposino pomeridiano a terra , perché le bidelle si sono rifiutate di aprire le brandine, azione che non fa parte del loro mansionario Siamo fuori dal mondo, se anche coloro che un lavoro sicuro ce l’hanno, non collaborano per il buon risultato dell’azienda, in questo caso un asilo, rifiutandosi di eseguire una mansione non prevista dal loro contratto, anche se non impegnativa. Nel resto del mondo vi saranno anche condizioni di lavoro migliori, ma ne esistono tantissime infinitamente peggiori. Non sostengo che i lavoratori devono rinunciare a dei diritti basilari, pur di lavorare, ma neppure arrivare a lavativeggiare, con la scusa di una norma contrattuale, mettendo a disagio gli utenti del loro servizio. Siamo in un mondo complesso, dove nuove realtà si stanno affacciando sul mondo del lavoro: le intelligenze artificiali stanno già soppiantando molti lavori anche manuali. I servizi terziari, se le aziende utilizzeranno meno personale, avranno non solo minor incremento, ma potranno anche essi diminuire. Il posto fisso ormai per molti è una chimera, gli spostamenti di personale, aziende e merci sono sempre più veloci, vengono costruite megalopoli nel deserto, in Asia miliardi di persone si sono affacciati da anni al lavoro con disponibilità e competenza, strappati alle risaie dove lavoravano quotidianamente per un pugno di riso. I più forti intraprendono, si spostano di migliaia di chilometri per raggiungere i loro nuovi obbiettivi. E noi, in Italia, spesso senza avere capito nulla dei tempi difficili in cui viviamo, o facendo finta di non vederli, ci ostiniamo a sostenere una vertenza che prevede di non aprire alcune brandine per il riposo dei bambini, perché non fa parte del mansionario. Niente, ragazzi, è finita!

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