Flussi migratori

valigia20migrazioni Se ne parla molto. Di quelli in ingresso di disperati a cui non sappiamo, anche se volessimo, garantire niente tranne che ghetti, sfruttamento e disperazione, poco meglio che a casa loro. Di quelli in uscita dei nostri giovani a caccia di un futuro in cui siano almeno coprotagonisti e non semplici comparse, come per la maggior parte di quelli che restano.

Bene, di flussi in uscita dei nostri strapagati manager, soprattutto di Stato, io –ma forse sono distratto- non ne sento mai parlare. Eppure sui nostri quotidiani, anche quelli specializzati, è tutto odor di incenso, ma nessuno viene mai chiamato. Questo mi veniva in mente pensando a Mastrapasqua e alle esternazioni di Moretti che si lamenta se non può dare almeno quattrocentomila euro al suo direttore finanziario, che poi, essendo del giro dovrà andare dagli amici per farsi concedere prestiti a tassi che tutti fingeranno di trattare, ma che sono scritti ancor prima di incontrarsi.

Abbiamo i politici più pagati, gli AD delle partecipate oltre le medie europee,  giornalisti di giornali mantenuti dallo Stato con stipendi congrui in giornali esteri normali, illustri tuttologi che campano di ospitate in programmi condotti da personaggi che, oltre a stipendi da cinque zeri in su, non camperebbero neppure vendendo frigoriferi in Africa. Alcuni ci hanno provato, la Gruber per esempio, ma poi ha imborsato le pive e ha preferito farsi eleggere al Parlamento Europeo, ché almeno lì la pagnotta era sicura, altri ci stanno provando, come la Hunziker, ma non garantisco la permanenza. Qui tutti sono dei geni, un po’ come ogni scarrafone è bello a mamma sua.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.