Fallimenti societari e “compagni che sbagliano”

pdL’ultima moda a Reggio Emilia pare sia quella di portare i libri in tribunale: parliamo del sistema di potere politico economico, che un tempo ruotava attorno al partito egemone, il Pd.

Le nuove arrivate sono le Fiere di Reggio, nella loro ultima declinazione societaria, di cui ignoriamo il nome. Ora si potrebbe parlare di fiere delle vanità, fino a non molto tempo fa si parlava di competere, non dico con Milano, ma almeno con Parma, oppure di fiere delle occasioni perdute: dalla mostra del suino, siamo retrocessi a quella del canarino.

Le Fiere, dicevamo, sono l’ultimo anello, prima c’era stata la processione delle cooperative rosse: Orion, Reggiolo, Coopsette, Unieco, poi la scomparsa dell’Associazione Piccola Industria, incorporata da Confindustria, dopo che pure la sua Presidente, Carbognani si era sentita industrialmente poco bene, né meglio stanno i vertici e la base della CNA, almeno quelli che lavoravano per le coop.

Le fiere del canarino sono a loro volta possedute dalla Camera di Commercio, presieduta da Bini, un “compagno” del Pd, già presidente di Cna e nel momento della crisi sono state affidate al presidente di una cooperativa. Qui non si vuole parlare delle persone, ma del sistema di porte girevoli, per cui i compagni del Pd, insomma gli ex Pci, si scambiano i ruoli, come nella cena, pardon, Fiera delle Beffe. Perché direttore della CNA è l’ex vicesindaco di Castelnuovo Monti, consorte della Presidente dell’ ex Provincia di Reggio, che è azionista appunto delle Fiere.

Qui mi fermo, perché chi legge avrà perso il filo e anch’io ho perso l’orientamento. A leggere i giornali, le cose non vanno benissimo, ma l’assessore Spadoni dice che è normale che le Fiere perdano milioni di euro, altrimenti non sarebbero finite in tribunale. Osservazione giustissima, solo vorremmo sapere se il Comune, come azionista, ha un’idea di chi sia la colpa, certo non è del canarino.

Del resto in una Città dove la mafia prospera senza esistere, dove il Pd ha un segretario che compra casa, ovviamente a sua insaputa, da un presunto mafioso, dove pure il custode della Tav è in odore di mafia, ovviamente a sua insaputa e ad insaputa di Comune ed ex Provincia, è normale che non ci siano responsabili del disastro. Al massimo, compagni che sbagliano e che giustamente vanno solo cambiati di posto.

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