Chiacchiere, palle e realtà

Italy__Lira_1929838i-460x288 Tutti in TV chiacchierano sul peso delle tasse sulle aziende e sui dipendenti e quindi sulla perdita di competitività del sistema Italia. I giornalisti sono puntuti, i sindacalisti sono idrofobi, i politici danno ragione a tutti. Chissà chi ha messo le tasse? Ora chiederemo al Papa per vedere se gli risulta che sia stato Dio Padre Onnipotente, perché di tutti gli altri in Italia, nessuno pare colpevole.

Qualcuno si spinge oltre e dice che tutta la colpa ha un nome, EURO e un padre, PRODI. Che con la LIRETTA e le SVALUTAZIONI ci saremmo potuti salvare. A riprova potrebbero raccontarmi quanto siamo cresciuti (come comparto industriale) dal ’92 (ultima svalutazione della lira) al 2002 (introduzione dell’euro). Poi dovrebbero dirmi quanto abbiamo pagato di interessi sul debito pubblico nei due decenni specificati. E raccontarmi DOVE sono andati a finire i soldi risparmiati sugli interessi. Forse a finanziare le lauree albanesi dei più accesi sostenitori della liretta.

La realtà, e scopro l’acqua calda, è in due report di Dun&Bradstreet  : uno di una fonderia Italiana e un’altra tedesca.

La fonderia italiana rischia di “scoppiare” perché nel triennio 2006-2008 ha investito una ventina di milioni per avere uno standard impiantistico in grado di competere con le migliori realtà internazionali.

E’ venuta la crisi e l’alto indebitamento  l’ha messa in ginocchio. Questa è la risposta che tutti in ITALIA vi darebbero.

 Allora mi spiegate perché la fonderia tedesca, che ha investito cifre analoghe, prima si è difesa,  poi ora sta guadagnando e neanche male ?

La realtà del costo del prodotto per una fonderia è semplice, ci sono tre voci da tenere sotto controllo : le materie prime, l’energia e il costo del personale.

Ho confrontato i dati: le prime due voci erano in linea, la voragine è sul costo del personale.

Infatti rispetto ad un costo medio di 50.000 euro per addetto in Italia, abbiamo per la Germania un misero 42.000. Le aziende hanno avuto circa gli stessi addetti (250 dipendenti). Al calcolo dei cretini per 5 anni viene fuori 5 x 250 x (50.000-42.000) = 10.000.000 di euro.

Cioè la fonderia italiana ha “regalato” metà degli investimenti alla fonderia tedesca.

Ora, a tutti i soloni commentatori resta poco da dire per capire perché le ditte italiane chiudono. Il peso delle tasse sulle retribuzioni è poi perverso, perché in Italia del costo per addetto lordo aziendale, ti viene in tasca circa un terzo e alla fine il netto è misero, quindi misera è la capacità di spesa.

Aggiungiamo altre cosette, sempre lette sui suddetti report. Lo sbertucciato spread, che ha ballato dai 150 ai 590 punti rispetto ai tassi tedeschi, vuol dire che la fonderia italiana ha pagato il credito da 2,5 a 8% in più sugli investimenti. Stiamo stretti, facciamo un +3% nel periodo considerato,  allora il conto è facile : 5 (gli anni) x 20.000.000 (gli investimenti) x 0,03 (la differenza di interessi sui prestiti) = 3.000.000 di euro.

Se fossimo rimasti alle lirette  il delta sarebbe stato non inferiore al 10% e anche con una svalutazione del 20% il prezzo delle materie prime e l’energia sarebbe  aumentato di pari percentuale (materie prime e petrolio lo paghiamo in dollari ), la manodopera sarebbe passata da 50.000 euro annui a 40.000, quindi avremmo avuto un “vantaggio” di 5 (anni) x 250 (addetti) x (42.000 – 40.000) = 2.500.000 di euro. E allora a quei signori che soprattutto nel nord est d’Italia parlano di liretta i conti dicono che la fonderia avrebbe risparmiato 2,5 milioni per il personale, perso 7 milioni per interessi (la differenza tra i 3 in euro e i 10 presumibili),  in più il maggior costo delle materie prime e dell’energia.

E siamo alla fine. Da noi chiacchiere da bar e solo scontentezza che nel voto si sono trasformati in immobilismo politico da promesse immantenibili o mancanza di coraggio. I tedeschi invece dall’istituzione dell’euro hanno tratto i molti vantaggi possibili. L’euro era un paio di scarpe per correre veloci, e loro hanno corso, noi invece lo abbiamo adoperato per aumentare il debito, senza fare investimenti industriali, per pagare di più tutti i nostri politici, per fare una quindicina di Province (che dovevano sparire alla nascita delle Regioni secondo la Costituzione), per stanziare sempre più soldi per i partiti, per i relativi rimborsi e gonfiare la pubblica amministrazione.

Ora,  quando vedo un talk show spengo, perché tutti contano balle, sanno di contarle e sanno che chi ascolta lo sa. Fate voi.

 

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