X-Factor: la meritocrazia secondo Francesco Merlo

x-factor Intellettuali di sinistra, vette di pensiero astratto che forse fatico io a seguire. Eppure ogni tanto l’impressione è qualcuno di loro non si senta troppo bene. E’ il caso ad esempio di Francesco Merlo che dalle pagine di Repubblica fa l’apologia di X-Factor, come pure di Amici e dei talent (?) show, quali una specie di modello di meritocrazia. Siamo a posto.

Per sostenere questa originale tesi, di un programma che ha visto avvicendarsi in qualità di “giudici” del talento artistico e conduttori, calibri come Simona Ventura, la moglie di Celentano, più vari figli di, da quello di Mengacci a quello di Facchinetti, il nostro Merlo si lanciain un articolo di ben 5.926 caratteri nei quali infila ogni genere di ricamo retorico e stilistico, con paragoni letterari e storici di ogni sorta.

Il pezzo, sfiancante pure per uno che legge Stieg Larsson, non manca anche di paragonare i ragazzi di X-Factor a quelli che fanno un concorso di medicina. Come dire, Giusy Ferreri e Umberto Veronesi.

Per chi volesse farsi del male, qui c’è il pezzo.

Assomiglia tanto a quei libri di sociologia che sceglievo come esami opzionali all’università di Padova, scritti appunto da intellettuali di sinistra, eccezionalmente ricchi di riferimenti, citazioni colte e analogie, ma che in duecento pagine non sostenevano una tesi di senso compiuto. Ero ammirato dalla difficoltà di un tale esercizio retorico.

Non sappiamo se sia il caso anche del giornalista Merlo, quindi possiamo pensare che la primavera abbia solo fatto la prima vittima di un colpo di sole. Ce lo auguriamo di cuore, perché se lo specchio della meritocrazia in Italia è X-Factor, che Dio ci aiuti!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.