Weinstein, il maiale e il porcile

 Diciamolo subito, Weinstein, il fondatore di Miramax, celebre casa produttrice di film, è un porco molestatore e a giudicare dalle denunce, pure uno stupratore. Ci provava con tutte, con quelle che oggi sono star, con quelle che sono diventate stelline e con quelle che sono rimaste al palo. Il gotha del cinema è passato dalla sua suite d’albergo, dal suo massaggio, ha visto il suo accappatoio e pure ciò che c’era sotto. Gwyneth Paltrow, che, molestata chiamò il fidanzato Brad Pitt a difenderla, ma continuò a lavorare con il porco, fino a vincere l’oscar con Shakespeare in Love, Angelina Jolie, che non era ancora sposata con Brad, che se ne andò, poi Ashley Judd, Mira Sorvino, Rosanna Arquette e la grande accusatrice Rose Mc Gowan, che fa circolare in rete i video dei suoi amplessi e però conservava intatto il suo diritto a dire no. Infine Asia Argento, la cui storia col produttore è confusa, lei nega di averlo visto più volte, l’ex marito Morgan afferma il contrario, insomma, una storiaccia, ma pure lei conservava il diritto al no. Dato al porco quello che è del porco, diciamo subito che l’ambiente dello spettacolo vede molte carriere passare dal sofà dei potenti veri e pure dei millantatori. Poi quelli, uomini e donne, che riescono, vengono mondati dal peccato originale, i perdenti rimangono battone o battoni, così va quel mondo e lo dimostra il fatto che Weinstein è stato denunciato dopo decenni e ha goduto di molte coperture, in primis quella dei Clinton e fa un po’ pena che Hillary lo crocefigga dopo essersi tenuta un marito che su quel piano, anzi sotto il piano, non si faceva mancare niente e dica che restituirà i contributi ricevuti, eccetto ovviamente quelli già spesi. Essere progressisti ti aiuta non solo politicamente, ma anche se fai il porcello. Solo ora Clooney e Damon, si sono svegliati, ma pare sapessero e abbiano taciuto. Ogni donna o uomo ha diritto a dire di no, ma ormai pochi riescono a rinunciare a carriere da sogno, diciamolo, il successo lava tutto e tutti ti incoraggiano a darla via. Spesso pure le madri e nessuno ti biasima se lo fai, come accade alle operaie o alle impiegate, molestate e ricattate con la paura di perdere il lavoro, cioè il pane, non la gloria degli Oscar. Così va il mondo: darla via per molto, è nobile, per poco è da puttane. Poi che una volta arrivati, il sole non splenda più, che per i poveri mortali può essere, ma pure le scorciatoie hanno qualche prezzo, altrimenti il mondo sarebbe veramente ingiusto. Allora lo ripeto: Weinstein è un maiale, ma il suo mondo è un porcile, in cui quasi tutti sanno e tacciono per convenienza e interesse.

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