Vite da accattoni

tronistiMi sono imbattuto su youtube sull’intervista ad un ex “tronista”. Volevo capire cosa hanno per la testa i giovani che prendono questi soggetti a modelli e sinceramente anche cosa si inventino questi soggetti per riempire un’intervista, al di là di rispondere alle solite domande clichè “sei single?”, e parlare del loro “lavoro”.

A volte mi sale un po’ lo sconforto, quando penso che davvero esiste gente che prende tremila o più euro a serata in discoteca, dopo aver partecipato a Uomini e Donne, per firmare due autografi, fare due foto e dire “ciao” al microfono. E’ surreale che ci sia chi paga il biglietto del locale per andare a vedere l’ennesimo personaggio del Grande Fratello, di Uomini e Donne. Ormai, se sommiamo le edizioni stiamo parlando di una schiera di migliaia, non più centinaia, di signori nessuno.

All’inizio prevale l’antipatia, l’ostilità e lo sdegno a sentire questi personaggi parlare di come facciano “televisione”, di come intraprendano la nuova carriera di “deejay” e pensare che magari in un anno o due hanno fatto 700-800mila euro senza fare nulla, creando solo modelli per una società peggiore.

Poi però leggendo qualcosa su di loro e approfondendo le interviste, quest’astio viene stemperato. Stemperato dalla pena. Scopri che in fondo questi personaggi, scemato quell’annetto o due di popolarità, diventano dei poveri disperati, in giro a mendicare comparsate televisive, piccole particine, che cercano di inventarsi carriere “artistiche” con doti che non hanno. Una vita da servi, disposti spesso a vendersi quel poco che hanno, la reputazione o il corpo, per accettare qualsiasi parte o comparsata televisiva, anche ridicola. Li immagino a pietire al telefono con agenti e agentucoli, per un’apparizione domenicale, un gettone da mille euro, solo per non tornare per strada a cercarsi un lavoro comune.

Un successo meteorico e una vita da mendicanti per loro, il messaggio sbagliato che studiare non paga per tutti gli altri. E invece studiare, in questo millennio è l’unica polizza sulla vita. Certo i laureati in Italia lamentano che con la laurea non si trova il lavoro da laureati, ma pensiamo in proiezione allora come stanno le cose senza: in Massachussets nemmeno McDonald’s assume più qualcuno che non abbia la laurea.

Maria De Filippi, se ci legge, ascolti il nostro appello. La smetta. Sta facendo del male a tutti: al pubblico, ai suoi schiavi di popolarità, ai suoi “talenti” illusi. Stacchiamo la tv e rimandiamoli a scuola, quella vera. O tra un po’ ai “talent” metteremo in palio un piatto di minestra.

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