Vita a Palazzo Litta – Franca Pizzini

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In corso Magenta a Milano, nel Centro Storico, un visitatore non potrebbe non fermarsi un attimo davanti al palazzo patrizio che prende il nome dall’illustre casato dei Litta.

Palazzo la cui facciata, ampia e maestosa, annuncia già la dimensione degli interni e del gran parco che la abbelliva sul lato posteriore dell’edificio.

Della copiosa documentazione disponibile sulla storia del Palazzo e delle famiglie che lo abitarono, si è interamente occupata l’autrice Franca Pizzini ( di cui già qui avevamo segnalato “Una eredità lombarda”, ricostruzione delle vicende degli antenati della scrittrice – altro antico casato nobiliare lombardo-).

Ne è scaturito un accurato affresco storico che rappresenta, attraverso le vicende legate al Palazzo, la storia complessa di questa città per cinque secoli e fino ai nostri giorni

“Signori e grandi dame, artisti e patrioti, maggiordomi e camerieri” così recita il sottotitolo del libro

E di questo l’autrice si occupa.

In una elegante edizione, corredata da belle fotografie d’epoca sia del Palazzo, sia dei personaggi che lo animano nei secoli, ci vengono narrate le vicende che dentro quelle solide mura accadono, la sua nascita, la sua espansione nel tempo, e la decadenza sua e della famiglia che lo aveva voluto e amato

I Letta sono legati alla storia della città e quindi nel libro troviamo i personaggi che hanno dato lustro alla città, le grandi famiglie che contavano, politici, letterati ,artisti, e figure di spicco delle classi dominanti dei paesi stranieri che per secoli ne hanno forgiato il tessuto socioculturale eche ne caratterizzano ancora la sua identità.

Pizzini ha una penna leggera, squisitamente femminile, ironica quanto basta per descriverci un’umanità immersa in usi e costumi così lontani da noi; ma che, sorprendentemente, riesce a non farcela sentire estranea, lontana.

Con questa sua sensibilità, e dai pochi cenni che si possono riscontrare nella ricca bibliografia da lei consultata, e di cui è correttamente corredato il libro, ci vengono disegnati numerosi quadretti di donne ( non solo “nobildonne”) che pur nei ruoli secondari in cui spesso si trovavano, riuscivano a incidere sui tracciati della storia per la loro capacità di influenzare padri, mariti, amanti, padroni o servitori.

Ci viene raccontato, ad esempio, l’innamoramento folle di Ugo Foscolo per la bella e colta moglie di un Litta e quanto ne seguì in ode feroce a lei dedicata quando scoperse il tradimento . E al contrario, il giudizio ben lusinghiero che della stessa diede un altro frequentatore del Palazzo, Stendhal: “…i lineamenti, romani per la forma e lombardi per la dolce e

malinconica espressione di una donna di genio, la contessa Arese”.

Questo lavoro “dall’interno delle pareti di un Palazzo, senza voler essere né un romanzo storico, né l’ennesimo saggio di storia patria, a suo modo ci apre una visione troppo trascurata delle nostre vicende storiche – in particolare di Milano in questo caso- che indaga sui meccanismi eterni legati al potere e al denaro.

Franca Pizzini, milanese, ha insegnato sociologia nell’Università statale di Milano, con particolare attenzione verso le problematiche della famiglia e della donna.

Negli ultimi si è molto occupata di tematiche legate all’aristocrazia lombarda. Citiamo qui “Profili di donne lombarde. Quattro protagoniste dell’aristocrazia Nel XIX e XX secolo” e “Un’eredità lombarda. Da Milano alla Franciacorta”

 

“Vita a Palazzo Litta” di Franca Pizzini

(ediz. Skira pag. 127)

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