Un calcio nel culo

 Mettiamola così: con Lippi avemmo un grosso culo nel calcio e vincemmo il mondiale. Con Ventura, posponedo i sostantivi siamo andati fuori. E questo pare aver svegliato da un torpore decennale gli italiani. Perché tutto gli possono portare via, tutto tranne il calcio. Cominciò Rita Pavone a lamentarsi di essere lasciata sola per colpa del calcio e alla fine le signore per non stare sole, hanno cominciato a frequentare gli stadi. Ora siamo fuori dai mondiali e tutti vogliono fare i conti, chi con Tavecchio, vecchio ragiunatt lombardo che non voleva mollare il cadreghino (4 stipendi ), chi con Ventura, un vero signore, si é fatto licenziare per raccattare ottocento mila euro in più, chi con la vecchia guardia, i leoni della nostra difesa, che poi tanto difesa non si é rivelata, chi con uno scombicchierato attacco che attaccava con palle alte gli svedesi,altezza media 1,85 e i nostri arrancavano sull’1,70. Insomma, tutti hanno un nemico  e non solo, gli italiani si sono messi a far di conto e stimano le cifre perse per l’eliminazione. C’é un gran fervore e lo posso capire: il campionato occupa quattro giorni la settimana, poi ci sono le coppe per altri tre giorni e tutto a PAGAMENTO. Il calcio é stato la fortuna di Mediaset e poi di Sky, e non solo: il Berlu era il presidente del Milan che vinceva tutto. Sull’imprenditore di successo ci avevano fatto la tara, perché bastava, e basta, guardare gli amici politici e si sa già come andrà la baracca . Difatti sarà un caso, ma da quando il Milan ha cominciato ad andare male, le fortune politiche del cavaliere disarcionato sono calate, ora che pare abbia venduto e si é liberato delle figuracce calcistiche é ritornato in auge. Il divertente é che non ci rendiamo conto come tutto questo, sia la fotocopia della politica. Capi da burletta, programmi d’accatto, nessuna organizzazione, nessuna idea, nessuno che si schioda da dove é, nessuno che ci mette la faccia, che paga per i suoi errori e noi che continuiamo a pagare abbonamenti  o stipendi, ad ingrassarli, loro che nella vita reale non sanno fare un O con un bicchiere. Nella vita reale appunto, ma l’Italia  cosa ha a che fare con la realtà?

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