Stadi di proprietà, magnati, debiti bancari: la soluzione per tornare nel calcio che conta

Milan-Real1  Si sentono tante campane, tra verità e leggende metropolitane, così da curioso e anche da tifoso milanista ho deciso di fare la cosa più semplice e leggere i bilanci di due club: il Real Madrid, la squadra più forte del momento, in grado di pagare lo stipendio di star come Cristiano Ronaldo e di scatenarsi ogni anno sul mercato con colpi da 90 o 100 milioni come Gareth Bale o James Rodriguez, ed il Milan, club protagonista dell’ultimo ventennio calcistico europeo, oggi impantanato nelle secche di un pareggio di bilancio difficile da raggiungere.

 

A saltare all’occhio dai bilanci del 2013 è innanzitutto che l’idea del famoso debito con le banche spagnole del Real Madrid sia in parte un mito. La situazione finanziaria del Real Madrid è discretamente sostenibile, in quanto i merengues coprono tranquillamente gli interessi e sono anche riusciti a ridurre il debito. Una situazione del genere sarebbe sostenibile per un’ azienda (e buona parte del capitalismo italiano, Colaninno, De Benedetti e lo stesso Berlusconi, non presenta cifre migliori), figuriamoci se non lo è per una squadra di calcio, che prima di farla fallire, una banca ci penserebbe cento volte. Il working capital del club Merengue è sì negativo, ma di nuovo, in un business del genere le possibilità di spalmare, dilazionare e rinegoziare sono piuttosto ampie, anche perché assets di lunga durata come i giocatori sono di fatto monetizzabili relativamente a breve (non credo farebbero fatica a vendere Ronaldo o Di Maria in una campagna acquisti), fornendo una garanzia ad ogni creditore.

 

Guardando al conto economico, il Real ottiene enormi ricavi dallo stadio, circa 190 milioni, contro i soli 28 del Milan. Difficile capire cosa stia alla base di questi enormi proventi, siccome la voce include non solo abbonamenti e biglietti ma un più generico stadium revenues, è legittimo ipotizzare che ad esempio il Cafè Real, situato dentro lo stadio, dove un mojito mi è stato fatto pagare sui 20 euro, possa generare incassi considerevoli, insieme a cene e  ad altre iniziative che esulano dal puro evento sportivo. Le differenze tra Milan e Real Madrid in termini di diritti televisivi e marketing sono significative, ma meno marcate: 162 milioni vs 119 e 163 vs 98. Occorre anche sottolineare come i diritti televisivi della Liga vengano divisi in maniera più diseguale, con Real Madrid e Barcellona che da soli si accaparrano metà della torta, mettendo di fatto a repentaglio la sostenibilità economica degli altri club e non a caso la Liga è il campionato col debito meno sostenibile.

Parlando di spese, il Real Madrid sorpassa chiaramente il Milan, anche se la differenza del monte stipendi è sorprendentemente bassa, 246 milioni contro 151, specialmente se si considera che nei 246 ci stanno Ronaldo, Benzema, Di Maria, Sergio Ramos, mentre nei 151 del Milan rientrano Mexes, Zapata, Bonera. Un dettaglio di queste spese chiarirebbe molte cose, anche se si può ipotizzare che la tassazione agevolata spagnola, spesso invocata da Galliani quale motivo di insormontabile vantaggio competitivo, possa giocare effettivamente un ruolo. In altre parole di quei 246 milioni la parte effettivamente destinata ai giocatori sarebbe più alta, mentre un club italiano per accontentare quegli stessi campioni dovrebbe spendere maggiormente.

 

Sulle altre spese, il Real Madrid spende circa il doppio, 143 milioni vs 74, ma il risultato di EBITDA resta comunque in suo favore, 150 milioni contro i circa 52 del Milan. Il risultato prima delle tasse nel 2013 è un utile di 47 milioni contro i 13 milioni di perdita dei rossoneri. L’EBITDA è da prendere come dato più significativo, anche perché gli ammortamenti comprendono anche quelli del costo di acquisto dei giocatori, quindi di fatto l’EBITDA è un buon parametro di quanto il club può investire sul mercato, e a queste cifre si possono spiegare i colpi di Bale e James Rodriguez. Anche il Milan teoricamente avrebbe un tesoretto in quella linea di bilancio, ma che si dilapida probabilmente passando per gli interessi finanziari.

 

E qui giungiamo alla famosa questione del debito e scopriamo che il debito finanziario del Real Madrid nel 2013 è sceso a soli 91 milioni di euro, contro i 256 del Milan.

 

Come già detto, il Real in chiusura 2013 aveva un working capital negativo di 100 milioni, ma ha possibilità di spalmare queste liabilities più di quanto un’azienda normale possa fare ed è pur sempre un club in utile. E’ ragionevole dunque aspettarsi che i blancos possano continuare il loro ciclo vincente, mentre per squadre come il Milan ed il calcio italiano, l’orizzonte non appare promettente e anche in una prospettiva di eventuale cessione, un debito bancario così consistente, di certo non aiuta.

 

 

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