Siamo sicuri che serva tanto orrore in Tv?

 

Mi è capitato di vedere Sgarbi da Giletti, il quale, col solito tono urlante e fuori le righe da arrabbiato perpetuo, nonostante l’ indiscutibile intelligenza, sosteneva che il buon giornalismo non deve mostrare soltanto le bruttezze dell’umanità, ma anche il bello , sia dell’arte, che dei comportamenti umani. Sono pienamente d’accordo, nonostante m’ infastidisca parecchio il suo interloquire così esasperato, quasi da mostrare una persona che, per dirla in modo banale, non ci sta dentro. Anche lui quindi, quando non ci sta dentro, non mostra la sua intrinseca bellezza, a meno che non lo vogliamo paragonare alla famosa opera di Munch, L’Urlo, di indiscusso valore artistico. Penso anch’io però che far vedere con insistenza in tutte le trasmissioni d’ intrattenimento televisivo l’operato delle baby gang che impazzano a Napoli , dintorni e non solo, sia spesso un tantino morboso e provochi desiderio di emulazione nei minori sovente lasciati soli per ore davanti al tubo catodico. Così come mostrare in tutti i modi immagini di efferati omicidi e femminicidi, anche con attori che recitano parti di assassini e vittime, lo trovo soltanto utile a chi produce i programmi, al fine di ottenere buoni ascolti. Per rivelare la malvagità umana, abbiamo da secoli le opere shakespeariane e le tragedie greche, tanto per fare un esempio, che costringerebbero i giovani a frequentare i teatri, dove il linguaggio è quello colto di autori straordinari , scrittori e commediografi, il che farebbe soltanto bene alle menti in evoluzione. Anche le scuole dovrebbero favorire queste iniziative, perché il linguaggio deve divenire lo strumento di un pensiero ricco e articolato, che non sempre gli insegnanti sono all’altezza di sviluppare negli allievi. Per ciò che riguarda i programmi televisivi, lasciamo pure i commenti sui fatti di cronaca nera, ma chiediamo a coloro che si considerano bravi giornalisti di cronaca e d’ inchiesta se onestamente si sentono di fare il loro mestiere soltanto per il gusto della verità, o se non vi sia il desiderio di cogliere il particolare più macabro, la parte del corpo o dell’abito della vittima mai visti, che non aggiungerebbe molto al servizio, ma sviluppa soltanto il guardonismo popolare e una maggiore audience. E se potessi mai parlare all’orecchio di chi dirige la Rai o altre primarie reti, mi permetterei di sollecitare tante, tante puntate di Alberto Angela, che oltretutto hanno un grande seguito, tanti Geo and Geo,  molte meno Barbare d’Urso, che sì, sono super seguite, ma contribuiscono a tenere la gente scema e vacua, però, ripensandoci, forse è proprio così che la vuole il potere, poi l’importante è vendere la pubblicità.

 

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