Sfogliando la Margherita

hackNon sembri irrispettoso, titolare così l’omaggio a una bella persona, una grande scienziata e una splendida donna.

Lei i fiori li inseguiva in cielo, il suo giardino. Era bello sentirla parlare: chiara, semplice, essenziale. Certo, chi non la pensava come lei, trovava magari duro il suo eloquio, ma mai volgare. Volgari erano invece molti commenti dei suoi detrattori. E poi tanti sgarbi, da parte di tutto il mondo politico. Ci si fanno paranoie sulle quote rosa, si va di bilancino e di percentuali pesate a punti, si programmano le partecipazioni nei consigli di amministrazione, senza neppure chiedersi la qualità dei presenti e deifuturi. Eppure quando la splendida Rita Levi Montalcini ci lasciò, sarebbe stato facile per tutte le parlamentari (TUTTE) chiedere che il suo posto al Senato fosse occupato da Margherita. Non ne ho sentita una, ma forse ero distratto o forse i giornali erano distratti. Eppure aveva tutto per rappresentare la Repubblica. Antifascista, campionessa nello sport, valente come scienziata e splendida insegnante, trascinatrice di giovani, innamorata del suo mestiere. Ma no, questi forse non sono valori per aspirare ad un posto di senatore a vita, forse si preferisce pensare ai configgenti con la giustizia di ieri e di oggi.

Peccato.

Con un accento terrificante parlava lingue straniere e ci avrebbe potuto rappresentare nel mondo, visto che nel mondo era nota, rispettata ed ascoltata. Ma noi no. Noi siamo per mandare fuori ministri degli esteri che non sanno neppure l’inglese di lesson n°1. O presidenti del consiglio che quando parlano inglese finiscono su you tube e non certo per la pronuncia oxfordiana o la concettuosità.

È strano parlare di lei dicendone poco e dicendo male di altri. Ma è il suo stile che inseguo, quello spirito mai sopito di toscanaccia dalla battuta fulminante e ruvida. Già ma non era così anche quell’altro suo concittadino ? Chi ? Beh questo è troppo !

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