Se il piazzista è George Clooney

63201940-4719-11e4-9706-cd7da9dcc6fd_Amal-Alamuddin_George-Clooney_kika3953342 Sono giorni che i media ci bombardano con le nozze dell’attore americano con la graziosa e poliglotta avvocatessa libanese: si sono sposati una settimana fa a Londra, si sposano a Venezia domenica, no lunedì, la cerimonia è avvenuta sabato a sorpresa, lunedì Veltroni trascriverà le nozze in municipio. Fatto sta, che per cinque giorni la Laguna è stata teatro delle operazioni “militari” ,cioè rigorosamente blindate, del clan Clooney e degli amici della coppia. Qualcuno sul Corriere ha scritto che Venezia si è trasformata con l’evento in un set cinematografico, lasciando trapelare un che di disappunto e di malinconia per questi signori che ci hanno rubato per alcuni giorni la parziale agibilità del Canal Grande e della città più romantica di sempre. Non siamo d’accordo, perché crediamo sia stata l’occasione per il più grande marketing territoriale al mondo di Venezia..

Chissà quanti americani o di altri Paesi della classe media e alta, vorranno imitare l’attore, scegliendo proprio la città dei Dogi o qualche altra splendida località italiana per coronare il loro sogno d’amore. D’altra parte da anni gli statunitensi abbienti hanno scelto ad esempio la cornice di Positano (altro “prodotto” italiano di alta gamma), per i loro matrimoni. Ricordo ad esempio che nell’anno dello scandalo della spazzatura abbandonata lungo le vie di Napoli, apparso in mondovisione, proprio a Positano ho visto con i miei occhi in una sola settimana sei coppie di novelli sposi d’oltreoceano, nonostante la cattiva pubblicità. Allora diamo il benvenuto al jet set americano che diffonde le immagini delle nostre città gioiello, che noi non siamo in grado di valorizzare abbastanza.

Poi è poco male se dobbiamo sorbirci giorni e giorni di cronache in diretta dal teatro dell’evento, la Rai ha arruolato pure Fabio Volo per una telecronaca sul nulla, perché il palazzo dove si è svolta la cerimonia era  vietato ai giornalisti, al momento ci è stata concessa solo qualche fotografia degli sposi con le fedi al dito e quelle di alcuni invitati a bordo dei motoscafi. Poco male, dicevamo, perché almeno Clooney è un attore con i fiocchi, da sempre innamorato dell’Italia (al punto da comprarvi casa), capace anche di cimentarsi con successo nella regia e impegnato politicamente con i democratici e per le cause umanitarie, a differenza di qualche attorucolo o velina italiani che se la tirano come fossero veri divi. Come sempre l’America con il merito non scherza, e in questo caso, anche nella scelta …della sposa.

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