Salga in cattedra, cazzo!

C_4_articolo_2061612_upiImagepp Grande stupore ha destato il fatto che l’università La Sapienza di Roma, dopo aver rifiutato di ospitare il Papa, abbia invitato il sub-comandante Schettino a tenere una lezione sul controllo del panico. Se non funzionò l’ordine “salga a bordo, cazzo!” ha funzionato l’invito: salga in cattedra. Si obietta che non fosse esperto del tema. Falso! Dopo aver portato la nave sugli scogli, il sub-comandante non ha perso la calma, ha calato la lancia ed è ordinatamente sbarcato sull’isola, gestendo benissimo la sua personale situazione. Se poi i camerieri filippini, rimasti ad aiutare i passeggeri, han fatto del casino, non può imputarsi a lui e ai suoi ufficiali che sono tutti ordinatamente scesi a terra. Il panico ha preso passeggeri privi di esperienza nautica e più abituati a ballare il liscio che a calare scialuppe in mare. Una domanda bisogna porsela: è più sconfortante Schettino o l’università che lo ha chiamato? Del resto gli atenei italiani non si fanno mancare nulla: da Gennaro Gattuso, relatore sul tema. “management delle attività motorie”, a Morgan, relatore alla Cattolica su”pensiero libero in cattività”, Jovanotti a Palermo, Briatore alla Bocconi,  come si vede, università non secondarie nel panorama italiano. Il che dice che i professori universitari dovrebbero andare in pensione ben prima dei settant’ anni attuali o quantomeno sottostare a test psicoattitudinali frequenti. Per non parlare delle lauree honoris causa che non si negano a nessuno, soprattutto se “donano”, pensiamo alla laurea in economia, a Parma, per Calisto Tanzi, peraltro meritata, vista la capacità d’ inventare bilanci, a Umberto Bossi, in Scienze della Comunicazione, con probabile tesi sul tema “La Lega ce l’ha duro”, poi Valentino Rossi, il mitico Vasco e altre decine di famosi. C’è pure chi ha avuto la laurea per sole sei ore, come Jonella Ligresti, a cui  è stata consegnata e dopo la consegna e la festa, revocata per il ripensamento del ministro, con un telegramma che recitava più o meno “Lei è su scherzi a parte”. Poi ci sono quelli che l’avrebbero meritata e non avendola avuta, se la sono assegnata da soli: Oscar Giannino è il più noto, con una falsa laurea a Chicago, però di economia capisce più di Briatore e di molti bocconiani. Lele Mora ha millantato una laurea alla Iulm, negata da tutti. Eppure nel campo dello spettacolo era un mago, che trasformava rospi in principi e principesse. Infine Serena Grandi ha lasciato intendere una laurea alla Federico II di Napoli, anziché un più modesto attestato di un ‘accademia Federico II. Una laurea in arti espressive l’avrebbe meritata, bisogna essere Grandi attrici per esprimersi col linguaggio del corpo senza dire una parola e quando ha messo le tette al vento, non è finita sugli scogli, a differenza di Schettino che con le vele al vento si è schiantato, eppure lui è alla Sapienza e lei è dimenticata.

 

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