Rossese.. il vino di Napoleone

Nelle colline liguri, esattamente a Bastia d’Albenga (SV), esiste un vino in via di estinzione, il Rossese che merita un piccolo cenno per una curiosità storica.

Deriva da un vitigno autoctono chiamato Rossese, non molto produttivo e forse per questo lo stanno estirpando.

La tipologia è del rosso, le uve sono Rossese per il 100%, il grado alcolico è di 11°, il colore è rosso rubino tenue, con delicati riflessi porpora, è limpido e di media consistenza.

Si presenta con una delicata intensità, fruttato con decise note esotiche e floreali di sambuco.

In bocca è molto elegante, la lieve sensazione calorica e i tannini morbidi sottolineano un’acidità prevalente, ma amalgamata alla struttura del vino .

Si riscontra una piena corrispondenza con l’espressione più tipica che il vitigno esprime nella zona di Alberga.

Si racconta che Napoleone Bonaparte, durante la sua lunga prigionia sull’isola di Sant’Elena, dal 1815 fino alla morte, avvenuta nel 1821, benché avesse male di stomaco, si consolasse non bevendo nessun altro vino se non il Rossese, che mandava a prendere appositamente per il consumo personale.

Dal momento che ancora non è chiaro il motivo della morte, il fatto che bevesse esclusivamente un vino ligure, potrebbe portare a supporre sia stato avvelenato dai francesi come traditore della patria.

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