Reputation

voragine_lungarno_firenze_risarcimento_auto_38433  Hai un bel da promuovere turisticamente l’Italia, sostenendo che è uno dei Paesi più belli al mondo, se perdi la reputation! Qui trovi paesaggi mozzafiato, che vanno dal mare alle Alpi, bellezze artistiche di civiltà che sono state per secoli il centro del mondo occidentale, in antichità l’unico conosciuto. Queste peculiarità praticamente si annullano, perchè non bastavano i crolli del sito archeologico di Pompei, la spazzatura della città di Napoli, che fu anche Capitale del Regno, oggi occupiamo nuovamente le cronache internazionali per un’altra città simbolo di un’Italia rinascimentale favolosa, Firenze, che ha mostrato all’improvviso una grande ferita, con la voragine apertasi sul Lungarno, a causa della  mancanza di manutenzione dei tubi dell’acqua. Infatti questi disastri non sono il frutto di eventi metereologici eccezionali, quali terremoti, tsunami o cose simili, ma di gravi omissioni politiche. Qualcuno obbietterà che l’eruzione del Vesuvio parecchi secoli fa fu un evento meteorologico che provocò la tragedia di Pompei, ma poiché quella città sepolta da lapilli e lava, ci ha lasciato intatto lo scenario di quel momento, possiamo dire che poco è stato fatto per conservarla degnamente. Come tutti i sottosviluppati, abbiamo avuto Paesi europei che hanno adottato parti di quel sito archeologico, per fortuna, ma l’organizzazione e la valorizzazione di Pompei hanno fatto e fanno tuttora acqua da tutte le parti. Ricordate gli scioperi del personale, all’improvviso e la carenza di addetti per un luogo di quella portata, quando abbiamo nel pubblico gente che per anni sonnecchia sulle scrivanie? E che dire dei musei italici che chiudono alle diciassette, anche in estate, quando frotte di turisti accaldati sarebbero ancora vogliosi di cultura da gustare? No, ragazzi, non ci siamo! Sapete bene che oggi con un biglietto aereo da quattrocento euro si può andare non solo in America, ma anche in Asia, dove con pochi euro in più ci sono le spiagge strabilianti della Tailandia, la gentilezza di quel popolo, il Vietnam, l’Indonesia e chi più ne ha. Se non ci diamo una mossa, ed è forse già tardi, in questo mondo globalizzato, non sopravviviamo più neanche col turismo. Cosa resterà allora?

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