Quanto è davvero democratico il tuo comportamento?

Ora tutti noi inorridiamo se pensiamo alle torture di grandi dittatori della storia, da Pol Pot a Hitlera Stalin. Contrapponiamo la democrazia alla dittatura, ossia amiamo l’idea che tutti gli uomini siano uguali. Aborriamo i razzismi e lanciamo grandi proclami contro rigurgiti fascisti e – anche un po’ a sproposito – contro razzismi in esatti, quando essi sono solo richieste di posizioni più serie e chiare contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Magari acclamavi Obama per i discorsi unificanti alla nazione e critichi Trump come divisivo, colui che alza muri. La democrazia è cosa buona e giusta, ogni uomo nasce uguale e dovrebbe essere trattato ugualmente nella società. Ma il problema è che la coscienza collettiva è solo il riflesso della coscienza media individuale.


E allora, quanto sei democratico davvero tu stesso?

Tratti tutti gli uomini ugualmente? Se Mark Zuckerberg, che è approdato in Italia senza pagare un centesimo di tasse fra gli applausi accorati della nazione perché  ha donato due soldi(peraltro come pubblicità sul suo portale), venisse a trovarti di persona in casa tua per parlarti, lo tratteresti come il testimone di Geova che ti suona il campanello?

E come cambia il tuo atteggiamento quando ti approcci a qualcuno ricco e potente, rispetto al mendicante? Sei certo di parlare con lo stesso tono, di non sentire alcuna tensione nel corpo al cospetto dei potenti? Quanto sei davvero democratico?

Quando urli per le leggi che sono sbagliate, urli perché   sono sbagliate o perché   spesso vanno contro l’interesse economico tuo personale, della tua famiglia, o del tuo partito di appartenenza politica da cui trai vantaggio, se non materiale,quantomeno in forma di sostegno morale e senso di appartenenza?

Perché esistono club per ricchi, golf club, circoli, associazioni, liste VIP in discoteca, se non per segnare differenze di prestigio? Perché sai che se stai in quel gruppo vieni trattato diversamente, da altri uomini, che predicano democrazia e applicano un comportamento non democratico.

E che dire delle altre specie non umane? Siamo democratici nel creare campi di concentramento per produrre tonnellate di carne da forme di vita dotate di un sistema nervoso, in quanto nella sfida evolutiva si sono trovate nella posizione più   debole?


Parliamo di qualcosa di ancor più radicale. Riusciresti a trattare in modo del tutto democratico ogni individuo, che si tratti di tuo figlio o il figlio del tuo peggior nemico. Se dovessi salvare la vita di solo uno dei due, saresti perfettamente democratico nella scelta?

Ora arriviamo alla presa di posizione ultima e più radicale. Sei democratico nel trattare te stesso o gli altri? Applichi gli stessi standard di giudizio a te stesso e agli altri? O per te stesso scegli sempre uno standard speciale? In fondo non sei tu stesso il punto di vista ultimo a cui tutta la realtà si riferisce, il parametro ultimo ed unico per cui qualcosa è bene o male, desiderato o sgradito?

Quindi in ultimo, se fossi perfettamente democratico, sacrificheresti te stesso per un altro essere umano.

Ora capite la difficoltà e l’utopia di avere democrazie perfette, composte di ego che sono in realtà piccole dittature personali! Gli unici che avrebbero potuto rispondere sì a tutte le domande sopra, non sono nessuna delle persone che oggigiorno poniamo al vertice delle società: non Cristiano Ronaldo, non Elon Musk, non Bono Vox,non Obama, nemmeno il Dalai Lama.

Sono rarissimi gli individui così nella storia, oggi spesso dimenticati, che abbiamo chiamato:mistici, santi e martiri.

Coloro che hanno compiuto l’atto più radicale, più in controtendenza con tutta la società, più inaccettabile per il sé, più difficile della creazione di un miliardo di imprese da un miliardo: l’annientamento dell’ego individuale. Ecco, questo servirebbe per una democrazia perfetta. Questo sì che significa letteralmente:morire per la democrazia.

E allora in quanti la vogliono ancora la democrazia perfetta, se questo è il prezzo?

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