Quando Alonso era antipatico…

alonso Non sono un appassionato di Formula uno, me ne intendo poco , ma penso che dopo l’era Schumacher abbiamo la fortuna di assistere ad un altro grande sportivo che veste i colori Ferrari, lo spagnolo Fernando Alonso.

Non solo è un talento purissimo, vincitore precoce, detentore di più record per le sue vittorie agli esordi, che dimostravano già un destino da campione. Non è soltanto il pilota che è riuscito a battere Schumacher quando il tedesco era ancora il vero Schumacher, ma è anche uno sportivo di una grinta e determinazione uniche.

All’inizio non stava simpatico, per niente. Specialmente quando noi italiani ce lo trovavamo come rivale. Antipatico, competitivo, sempre un po’ irascibile nelle interviste. Però Alonso è sempre stato una persona coerente, pensatore indipendente, antipatico ma schietto. Come quando litigò con Massa, avendo torto e poi esultò in modo irridente mentre Massa ancora spiegava le sue ragioni. Però poi vide le immagini, capì di avere torto, lo ammise e chiese scusa.

Come quando nella “spy story”, vuotò il sacco, se ne fregò della potente scuderia McClaren, fornì prove della loro colpevolezza e fu cacciato. E schiettamente disse che tanto quell’ambiente non gli era mai andato a genio. Con la forza anche del campione che sa che un altro contratto, col suo talento, lo avrebbe trovato.

Alonso abbiamo imparato a conoscerlo meglio da quando è in Ferrari, abbastanza da capire che quella sua antipatia è in realtà solo tanta grinta e voglia di vincere, quelle sopracciglia corrucciate sono frutto della determinazione di chi non vuole mollare di un centimetro. Mentre negli ultimi anni abbiamo sentito Valentino Rossi accettare un po’ più a fatica un declino legittimo e naturale, con qualche lamentela di troppo avanzata sulle moto che portava, ci ha colpito come Alonso si sia rimesso in gioco e abbia sgobbato per far ripartire un’intera scuderia, messa in difficoltà anche dai troppi cambi di regolamenti.

Ed ora che lo vediamo rimontare sette posizioni in un gran premio, come solo i grandissimi sanno fare, una gara che ci ha ricordato tanto l’ultima di Michael Schumacher in Ferrari, allora fatta solo per la gloria, con un terzo posto che vale come una vittoria, non ci resta che dire: vai Fernando. Che tu vinca o meno questo mondiale, gli italiani li hai conquistati.

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