Qualcuno ha tirato un pacco ad Insinna

 Qualcuno deve aver giocato un brutto scherzo al presentatore Flavio Insinna, passando a Striscia un fuorionda – in verita’ piuttosto divertente – in cui il conduttore Rai non si mostra soddisfatto della scelta dei concorrenti che, in stato di collera, definisce con epiteti quali ‘nana che o parla con le mani davanti alla bocca o sta muta’, ‘dementi’ o… ‘merde’.

 

Il Corriere si getta in una sua difesa, ribadendo come ciascuno di noi, se registrato nel privato di una conversazione magari animata, mostrerebbe un’immagine di se non rispondente al vero. Posizione condivisibile, anche se occorrerebbe ricordare ad Insinna che il format che conduce non e’ esattamente un programma ad alto contenuto culturale. Anzi non e’ nemmeno un quiz dove i concorrenti debbano esibire una parvenza di cultura generale… piuttosto incarna l’ideale dell’Italiano medio che spera nel regalo, nel favore del potente o piu’ pragmaticamente nella … botta di culo, per svoltare nella vita. Strategia che appunto si rivela spesso.. un pacco. E allora non c’e’ troppo da stupirsi se i concorrenti non sono esattamente laureati ad Harvard, del resto il suo predecessore Bonolis ha costruito il format – e la sua intera carriera – sul trattare persone comuni esattamente da.. dementi.
Ma a quanto pare Insinna dal suo predecessore ha ereditato non solo il programma ma anche la propensione alle predicozze morali. Bonolis infatti e’ un camaleonte in grado di mettere il faccione su qualunque predica, passando senza imbarazzi dallo sguardo affranto per dei bambini in Africa, allo sfotto’ piu’ becero dell’operaio comune in diretta tv, fino alle peripezie mentali per giustificare come Ciao Darwin fosse un inno alla tolleranza (anche se in realtà mancava poco che arrivassero le sfide “negri contro froci”… e praticamente vi erano culi nudi ogni due inquadrature). Insinna dunque deve aver voluto emulare Bonolis quando – da Bianca Berlinguer – ha sfoderato un pistolotto commovente sull’accoglienza dei barconi, l’amicizia, la tolleranza che, si dice, qualcuno non abbia gradito, vendicandosi dunque con il fuorionda.
Personalmente, avendo visto le cose in ordine inverso, ossia prima il fuorionda e poi la sviolinata morale che era un misto del Benigni di Sanremo sull’amore e un sindacalista della CGIL, ammetto che l’indignazione e’ scattata solo… sulla seconda! Nella sbroccata in diretta vi era qualcosa di autentico, genuino. Veniva fuori il lato ironico dell’Insinna… de Roma.

 

Ecco appunto, la sua romanita’. L’unico aspetto di questo mediocre conduttore che mi sia saltato … all’orecchio, visto che ormai nella TV di Stato usare l’italiano non e’ piu’ necessario e al diavolo pure i corsi di dizione. E siccome dalle parti di Roma appunto le conoscenze pesano parecchio, per lungo tempo mi sono interrogato su come questo semi-sconosciuto sia improvvisamente stato catapultato nel programma di punta Rai in prima serata. Ma forse penso male e sara’ per meriti acquisiti, crescendo alla scuola del cinema di… Carabinieri. Si’ non e’ come lavorare con Scorsese, ma forse meglio di niente.

 

E allora sorge il dubbio che il caro Flavio, se non fosse nato con le condizioni giuste, magari con le amicizie giuste… chissa’ se non sarebbe finito anche lui come concorrente di un programma, a sperare nel colpo di fortuna per pagarsi il mutuo casa… e magari il conduttore avrebbe pensato di lui – per usare il suo stesso vocabolario – “questo e’ una merda”. Ma in fondo io sono l’ultimo che puo’ giudicarlo perche’ – confesso – e’ proprio cio’ che ho pensato io tutte le volte che l’ho visto, prima di cambiare canale.

Commenti

Commenti

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.