Pubblico o privato?

 Le cose ripetute troppe volte vengono a noia e, forse, è per questo che dopo trentanni di “evviva il privato” il refranin ora è “evviva il pubblico” i 5S sono per “pubblicare” tutto e scacciare il privato in recinti ben controllati. Se poi si chiede con che soldi, la risposta è sempre la stessa: la Cassa Depositi e Prestiti, ovvero i buoni postali degli italiani e qui cominciano i brividi. Già perchè se le cose dovessero non andare bene, sarebbe un bagno di sangue al cui confronto le 4 banche “salvate” da Renzi  sembrerebbe una puntura di zanzara. Rivogliamo tutto indietro, e faremo meglio. Forse. Sicuramente, almeno in alcuni casi (Telecom) sarebbe difficile far peggio, ma in altri, ancora statali (Alitalia), sarebbe vero il contrario. È vero che le vendite dei beni dello stato sono stati la fortuna di pochi e la fregatura di molti (chi ha comprato azioni di Telecom ed Enel lo sa bene), ma anche tutti questi meravigliosi futuri suermanager dove sono? Questo è il punto. Prima di avventurarsi in ri-acquisti, il governo farebbe bene a far vedere quello che sa fare con i pezzi (non piccoli) di industria di stato che ancora abbiamo. Vediamoli all’opera i nuovi e saremo “consolati” negli investimenti futuri. Si dice che vogliono ricomprare le ditte strategiche, come Gentiloni che si accorse che Telecom era stategica quando Bollorè andò all’attacco di Mediaset. Che è anche lei diventata strategica, anche se non è dello stato. Lo sarebbero per la verità le antenne, ma di questo anche i nuovi (che in campagna elettorale ne hanno parlato tanto) per ora tacciono, come, d’altra parte su canone sulla bolletta elettrica o sulle accise sul carburante. Vedremo, certo la cricca “incrostata” nel pubblico è dura da “grattare via” e il tempo per farlo bisogna lasciarglielo. Magari se si vedesse qualcosina, magari sulle banche, anche quelle di paese, sarebbe una bella cosa. Ma la filosofia pare sia quella di “gettare il cuore oltre l’ostacolo” e quindi i fatti vengono alla luce a cose fatte. Sarà, ma io sono malfidente, visto come sono andate le cose negli ultimi decenni e vista anche la nuova alleanza di governo in cui gli statalisti puri (5S) stanno con i privatisti ad oltranza (Lega). Hanno un capitolato di intesa, ma senza priorità, per cui ognuno tira l’acqua al suo mulino. Per cui migranti e reddito di cittadinanza sono i refrain più gettonati. Sembra quasi che la campagna elettorale sia cominciata appena si è installato il governo e quindi più che di pubblico e privato si parli di mentalità statalista e di mentalità liberista (fateci guadagnare in pace e non rompete i coglioni con leggi e controlli). Se così fosse presto pioverà a catinelle e come sempre a rimetterci saranno quelli che hanno risparmiato per il futuro. Che non sarà il loro, ma quello degli altri.

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