PNL e psico-cazzate per manager (parte 2)

coach…Continua dalla prima parte

Per venire ai contenuti di questi corsi, di solito questi maestri di PNL hanno un’offerta tipica a cui negli ultimi anni hanno aggiunto un po’ di tutto:

PNL, ossia programmazione neurolinguistica. Per loro è un santo graal miracoloso, tre spanne superiore alla psicologia che aborrono, con cui ti possono rendere un mito, un semidio, toglierti fobie, renderti ricco e potente. Oppure riempirti la testa di illusioni e poi mandarti da uno psicanalista a sistemarti. Il punto è che la PNL ha degli utilizzi pratici, ma non è altro che un miscuglio di tecniche prese dalla psicologia generale e da vari indirizzi psicologici. Non ha quasi alcun contenuto originale, non ha un corpo di ricerche scientifiche, insomma, non va per forza bollata come “bufala” perché effettivamente usa tante tecniche che nascono nella psicologia cognitiva, comportamentale, Gestalt ecc, ma l’arroganza con cui i suoi adepti la mettono al di sopra di tutto, è qualcosa di surreale. Parlando anni fa con una “coach”, dopo avere io accumulato 5 anni di psicologia, 1 di praticantato e il superamento dell’Esame di Stato, mi sentii dire: “ma quindi se non hai fatto un corso di PNL con che tecniche lo fai il coaching ai clienti?”. Forse con tutte quelle sperimentate dalle università mondiali su campioni randomizzati, con test standardizzati, pubblicate in riviste scientifiche e rispettando un codice deontologico, tutte cose che immagino chi camminava sui carboni e faceva bunjee jumping al corso “trova te stesso e capisci quanto sei un figo”, non ha imparato.

– Il linguaggio del corpo. Già lo vendevano prima. Da quando è uscita la serie “Lie To Me” dove il protagonista scopre chi mente guardandolo in faccia, lo vendono che è una bellezza. Allora, dare un’infarinatura di linguaggio del corpo, va benissimo. Come sono utilissimi dei corsi di “comunicazione” se fossero pagati cifre normali. Fare i fenomeni è un’altra cosa. Scoprire chi mente con certezza non è possibile. Paul Ekman, il fondatore di tutta questa “roba”, il professore a cui il telefilm stesso “Lie to Me” si ispira, lo dice chiaramente in almeno due libri. Anzi, passa due libri a testare ipotesi e concludere in ogni capitolo che non si può stabilire con certezza che questa o quella cosa sia indice di menzogna. E passa un altro capitolo a smontare l’attendibilità del poligrafo. Quindi non bisognerebbe raccontare palle solo perché vendono di più. In secondo luogo, un conto è conoscere il linguaggio del corpo e un conto è fare gli esperti. Va bene saper individuare una postura di difesa, un piede orientato verso la porta o altro. Diverso è individuare microespressioni facciali o cose così. Questa tecnica chiamata FACS richiede un lungo traning, un attestato di Ekman stesso e del collega professor Hager. Il sottoscritto lo ha, fu uno dei primi, ora dopo la moda, mi ha riferito Hager, in italia siamo circa una trentina. A parte il fatto che la tecnica FACS è concepita per essere applicata a video che possono essere riguardati e non a “letture” in tempo reale, posso assicurare che nemmeno il certificato basta per “leggere la mente” delle persone. Anzi, per diventare davvero accurati, servirebbero almeno altre centinaia di ore di codifica facciale (che non è lettura della mente), oltre a quelle necessarie per superare questo test. Ma la gente è affamata di psico-cazzate e ricette brevi, l’ho capito benissimo andando ad un corso di specializzazione sul FACS all’Università di Trieste, affollato di gente che manco aveva il brevetto FACS, convinta di poter poi uscire al bar a fare i fighi, a dire “tu menti”… Benissimo, come propose il mio ironico cugino, potremmo mettere uno di questi “esperti” di PNL in aula e fargli indovinare chi mente, solo che “ogni volta che sbagli, ti becchi un ceffone…”

. – Teambuilding, vendita, eccetera. Okay, il teambuilding ha senso, rientra nell’area di expertise dei “coach”, anche se ripeto, dipende quanto fai pagare e cosa offri. Ho visto formatori (di vari orientamenti) parlare a braccio un’ora senza una traccia o una finalizzazione pratica di quanto stavano facendo. Il corso avrebbe potuto chiamarsi in cento modi, allora. La vendita: anche qui vorrei vedere qualche risultato. Sinceramente quando vedo corsi per “scrivere mail di vendita efficaci” o addirittura “ipnotiche”, mi butto in terra dal ridere. Primo, perché se i tuoi venditori non sanno scrivere una mail, come cavolo li hai selezionati? Secondo, perché se il tuo prodotto non tira o il mercato è in crisi, neanche Gesù Cristo può prometterti di “aumentare le vendite del 100% con una tecnica segreta di mailing”. I comandi “embedded”, cioè quelle cose ipnotiche che uno scrive per spingere l’inconscio dell’altro a fare e bla bla bla, sono un mare di cazzate. La vostra mail finirà nello spam e venderete tanto come prima. Provare per credere.

Ipnosi. Qui il discorso sarebbe lungo e complesso. Gli ipnotisti capaci sono pochi, quando l’ipnosi non sia piuttosto un’ipnosi non direttiva (che è una forma di rilassamento guidato). Uno di questi è lo psicoterapeuta Marco Pacori. Se vedete uno dei suoi video, innanzitutto il soggetto è consenziente e poi Pacori utilizza una lunga procedura di difficile apprendimento, nonchè un talento individuale. Tutte le forme di ipnosi da “baraccone” e risultati spettacolari che certi maestri producono sul palco, vanno presi con molta diffidenza. Intanto la selezione del soggetto su una platea può essere un fattore di distorsione, vi sono soggetti molto suggestionabili, poi il contesto di tensione col pubblico e altri elementi possono favorire risultati spettacolari ma circostanziati e poco predittivi o stabili. Inoltre bisognerebbe verificare la permanenza di certi risultati (quali rimozione di una fobia, ecc) nel tempo e fuori da quel setting.

Ma arriviamo all’ultimo punto e alla conclusione di questa lunga dissertazione. Perché in fondo molti dei temi trattati possono ancora essere dominio legittimo di un “coach”, certo si sovrappongono fortemente con la psicologia, senza che si capisca da dove il guru in molti casi tragga la propria expertise, ma questo possiamo tutto sommato concederglielo.

Il problema è quando ultimamente, dalla motivazione e leadership, i guru si sono espansi al business! E vedo corsi di una mattina, dico UNA MATTINA, che hanno titoli del tipo: “10 strategie per rilanciare il tuo business”.

Come ho già detto, sono preoccupatissimo della qualità del management delle nostre grandi aziende, perché soldi per queste cose li spendono tutte. Senza fare nomi, prendete tutte le aziende che potete pensare, i brand che acquistate per la pastasciutta, l’auto, le schede telefoniche, il gas e la luce, ecc.

E allora se fossimo un paese normale, un’azienda sana dovrebbe utilizzare un’altra massima del mio ironico cugino: “perfetto, io non ti pago il corso. Se hai 10 strategie per rilanciare il mio business io TI ASSUMO! Oggi! Poi se non me lo rilanci, ti licenzio”.

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3 comments for “PNL e psico-cazzate per manager (parte 2)

  1. disastro
    20 ottobre 2015 at 18:37

    Alla lunga qualcuno l’ha capita sta storia … il problema è che il 90% delle persone continua a crederci a tutte queste stronzate create ad hoc per spennare polli che in fondo non lo sono tanto se non fosse che vengono presi in momenti critici della vita in cui ogni cazzata può essere di conforto. Ammetto che da buon disperato ci sono passato anche io .. pnl .. self help .. visualizzazione .. pensieri positivi .. la lista dei desideri e chi più ne ha più ne metta … il risultato qual’è ? semplice .. leggi, ti illudi e poi arriva la dura realtà che ti disillude ti delude e ti fa duramente tornare con i piedi sul pianeta terra!!! Come disse la Vanna “finchè ci sarà gente che telefona a Vanna .. Vanna resterà sulla cresta dell’onda.

  2. Giove
    17 dicembre 2014 at 21:12

    il proliferare di questi esperti tuttologi è dovuto per lo più al fatto che molti di quelli che partecipano a questi corsi del caiser (per qualsiasi motivo, immagino per lo più problemi emotivi), anzichè applicare quello che hanno imparato (o meglio, visto che non c’è nulla da imparare…) iniziano a fare a loro volta i “maestri”. La cosa brutta è che quesra minchiata si è diffusa anche a livello aziendale. Non c’è niente di male in corso sul miglioramento personale… ma c’è tanto di male nella PNL che non ha senso di esistere. Già il fatto che bisogna inventarsi una disciplina finta per attrarre clienti (o meglio seguaci, perchè è più siumile a una setta), la dice lunga sui contenuti. Cerchiamo piuttosto d iinvestire sulla cultura e la preparazione professionale.

  3. Giove
    17 dicembre 2014 at 21:02

    correggi il post. precisamente, dove hai scritto che la pnl ha utilizzi pratici… utilizzi pratici non ne ha (se ci limitiamo agli effetti utili). hai detto bene che la pnl ha scopiazzato qualcosa dalla psicologia (QUELLA VERA) ma purtroppo ha anche inventato diverse cazzo-tecniche-psicologiche (delle minchiate insomma). La cosa bella è che è risaputo che la PNL sia una pseudoscienza, una MEGA-STRONZATA, eppure guarda che successo ha avuto in italia (scritto di proposito con la i minuscola), dappertutto blog di espertoni-professoroni-tuttologi auto-creatisi sul miglioramento personale, finanziario… e la cosa ridicola è che quando mi capita sottomano (assolutamente per sbaglio) una pagina di queste, vedo che c’è chi segue interessato e commenta. Che fine abbiamo fatto.

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