Paura

paura_aa Direi che é il sentimento dominante del vecchio mondo. Con effetti devastanti che però, al momento delle decisioni, nessuno considera. Riepiloghiamo l’ultima settimana, a caso e non per importanza.

  • Brexit vince con i voti di chi aveva paura di ritrovarsi tanti extracomunitari in casa: che poi caleranno i loro posti di lavoro, il loro potere di acquisto (sterlina debole), i prestiti comunitari, a questo non avevano pensato
  • Messi si ritira dalla nazionale, banalmente ha paura di continuare a non vincere niente con la maglia biancoceleste, che poi passerà per uno stronzo che gioca solo per i soldi (pur essendo ormai ricchissimo) e sarà un pessimo esempio per tutti i ragazzi (e non solo argentini), beh questo non gli è proprio passato per la testa
  • Elezioni spagnole. I cittadini hanno rivotato come prima, che nel frattempo non abbiano avuto un governo, che le cose siano peggiorate, che rischiano che alla lunga la BCE gli mandi qualche “suggerimento” sgradevole. Anche perché di grandi coalizioni non ne faranno (o abborracciate) avendo preso voti dicendo che non ne avrebbero fatte. Anche lì l’odore del sangue si sente, ma a non accorgersene sembrano proprio essere gli spagnoli. Cabrones.
  • Inghilterra eliminata ai campionati europei. I calciatori erano terrei, la paura della sconfitta palpabile, gli altri (dilettanti, ma motivati, tanto cosa potevano perdere?) hanno vinto giocando alla “viva il parroco” (che proprio calcio di elite non è). Ma bastava così. Se loro avessero avuto timore reverenziale (=paura) del blasonato avversario, ne avrebbero preso dieci e sarebbero stati contenti lo stesso. Ma torniamo ai tonitruanti albioni. La loro immagine era Roy Hogson, l’allenatore, che è andato in campo con una lettera di dimissioni in tasca (che sia vero lo prova che l’ha letta dieci minuti dopo la sconfitta) scritta nel caso di sconfitta. Ma chi è quel matto che pensa di perdere? Solo uno mangiato dalla paura.

Ora di queste cose ne sono capitate tante altre, ma queste mi paiono sufficienti. Cautela sì, paura mai. È sulla paura che altri costruiscono quei mostri che poi ci fanno fare errori tragici. La paura dei rossi portò il fascismo in Italia. La paura dei comunisti/ democristiani impedì la nascita di una democrazia adulta. La paura dei comunisti fece vincere Silvio. La paura di Silvio fece vincere Prodi. La paura ci ha regalato, in questo giochetto incrociato, un debito reale italiano che è passato da 1.331.485 milioni di euro (fine 1992) a oltre 2.200.000 milioni di euro di quest’anno. Come abbiamo votato? Con la testa? Cercando il meglio? No, con la paura, affidandoci a quelli che secondo ognuno di noi erano il meno peggio.

Dove sarebbe il mondo oggi se non ci fossero stati uomini che hanno saputo controllare la paura delle sfide che li attendevano? Forse neanche al paleolitico superiore.

Chi è quello scemo che partirebbe oggi per fare il giro del mondo su 5 navi e con 234 tra marinai e soldati? E le navi non erano panfili di cento metri con tutta la strumentazione di oggi.

Chi è quel matto che partirebbe da un campo vicino a New York con una baracca al cui confronto un ultraleggero odierno è un mezzo pazzesco e con questa baracca appunto in 33 ore e mezzo, senza dormire, senza magiare, ma soprattutto con una bussola come unica strumentazione di bordo, atterrerebbe vicino a Parigi?

E via andando. Ora io nessuna di queste cose avrei avuto il coraggio di fare, ma queste cose devono insegnarci almeno che la paura non serve, servono soluzioni e se poi uno ha anche il coraggio meglio, ma almeno non si fa menare per il naso. Una volta si diceva avere l’anello al naso. Serviva per potere in giro i tori, anche al macello.

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