Paradossi dei social media

Hand holding a Social Media 3d Sphere Paradossi dei social media. Pare allontanino ciò che è vicino ed avvicinino ciò che è lontano.

Facebook ha unito il mondo come nessun impero era riuscito a fare: se si esclude la Russia dove il social network di riferimento è V Kontakte, la Cina dove detta legge Q Zone e poche altre nazioni, Facebook è presente con poco meno di due miliardi di utenti in tutti e cinque i continenti.

E allora ciò che è lontano si avvicina, le differenze diminuiscono, i linguaggi si fanno comuni. Ma  al tempo stesso ciò che è vicino si allontana, nella stessa città emergono ‘gruppi’ di appartenenza, il social network porta in superficie linguaggi e tribù differenti.

Mi sembra di osservare due direttrici pressoché contrarie. Il social network sembra aver esteso la distanza interpersonale con chi è prossimo, il concittadino, il vicino di casa. Ci si scrive più e più volte prima di incontrarsi, si clicca ‘like’ senza verbalizzare il proprio messaggio e si comunica in modo indiretto. Si sbircia dal buco della serratura, ci si incontra dando per scontato di sapere oppure fingendo di non sapere, a seconda dei casi.

Viceversa, Facebook ha portato vicinissimo chi è lontano. Un tempo credo sarebbe stato quasi impossibile mantenere rapporti e amicizie con l’altro capo del mondo. Oggi quella interfaccia è perfetta per gettare uno sguardo sulle vite di amici lontani e sapere  con un colpo d’occhio cosa succede. E’ molto più d’impatto dell’invio di una mail: questa richiede tempo, elaborazione , costanza e anche abilità individuale nel narrare.

Il social network offre una piattaforma fatta di fotografie, frasi, brevi commenti e contenuti condivisi. Un metodo accessibile a chiunque, fondato in gran parte sul potere semplice ed immediato dell’immagine.

Se guardo i miei contatti, sono gli amici dall’Australia, i più lontani di tutti, quelli che osservo con maggiore affetto sulla pagina Facebook. Sorrido al loro Natale in spiaggia e gli auguri di buon anno quando qui ancora è il 30, in attesa che un giorno un viaggio di piacere o di lavoro, possa farci rincontrare.

Persino nei fenomeni sociali, politici, i social network portano un messaggio lontano, ci avvicinano a cause di paesi stranieri, fanno deflagrare rivolte e internazionalizzano movimenti, ma al tempo stesso coprono di chiacchiericcio e voci il piccolo problema locale, rendendo più complicato scindere fatti e rumore.

Questi media ci connettono come neuroni in un grande cervello comune, rompendo in parte le regole di spazio e tempo, e una domanda interessante è se ci avvicinino o ci allontanino anche dalla verità. Ma questa in fondo è un’altra storia.

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