Oggi è un giorno dedicato a me

cielostellaPerchè siamo arrivati in questa vita?

Quando è l’ultima volta che ci siamo fatti questa domanda… tra una bolletta da pagare, un obiettivo da conseguire, una ferita da rimarginare?
Obiettivi onorevoli tuttavia, che ci tengono ancorati a questa esistenza materiale e che ci distolgono al tempo stesso dall’interrogativo più profondo, in un paradosso che e’ l’essenza stessa del vivere.

Ma solo per una volta, magari questa sera, possiamo pulire il campo dai dubbi e dedicare un momento solo a noi stessi. Senza il nostro partner, amici o qualsiasi compagno di viaggio di questa esistenza temporanea.

Andiamo al supermercato, comperiamo una candela del profumo che più ci attrae. Cinque minuti in più per sceglierla oggi non sono un problema. Neanche quindici. Prendiamo la migliore. Il profumo che tocca la nostra anima, servisse un’ eternità per sceglierlo. Oggi è un giorno dedicato a me. Dedicato a costui che per tutta la vita ho chiamato “io”. Questo “io” che c’era quando ho imparato le prime parole a scuola. Questa cosa chiamata “io”, che era accanto a me, quando il cuore era spezzato nella adolescenza e piangevo prostrato al suolo. Questo “io” che si è rialzato migliaia di volte per affrontare gli oneri della giornata. Questo “io” che ha affrontato esami, dubbi, sfide, affronti ed è sempre stato accanto a me. Chi è questo “io”?

Onoriamolo oggi. Compriamo la sua candela preferita. Appena sentirà il profumo saprà che è quella giusta. E poi andiamo a casa quando il sole è già calato. E facciamo suonare una musica. Io sceglierei “I giorni” di Ludovico Einaudi, senza dubbi. Ma l’Io che esiste in ognuno di voi già sa quale canzone far suonare.

E allora lasciatela suonare. Aspettate. Ascoltate, nel modo più onesto in cui potete ascoltare. E dite grazie, a costui che è stato con voi in ogni istante di questa vostra esistenza mortale, quando eravate per terra, quando eravate pieni di dubbi, quando eravate in lacrime, quando eravate orgogliosi – magari di fronte ad un nonno che vi amava senza mai giudicarvi- semplicemente per quello che sempre siete stati. Questa cosa che avete chiamato “io”, per tutti questi anni, che altro non desiderava se non essere sempre qualcosa di migliore, senza tuttavia mai sentirsi inadeguata.

E se, mentre le note del piano scorrono, stanno scendendo anche le lacrime dai vostri occhi, state facendo qualcosa di importante. State toccando la vostra anima. State sfiorando ciò che siete, e siete sempre stati, oltre ogni giudizio, dubbio o domanda della mente. State tornando alla perfezione che non vi ha mai abbandonato, dal momento in cui siete entrati in questa vita. Questa vita che a volte avete vissuto senza osservare. Questa vita che in fondo, al di là del denaro, i desideri, le paure, i dubbi, i tormenti, ciascuno di noi desidera solo comprendere, abbracciare, nei suoi completi estremi, dal dolore ingiusto alla gioia ingiustificata.

E se ora siete di fronte a quella candela, soli, con una lacrima che vi solca il viso.. fate un respiro profondo, e fatevi un’ultima domanda: dov’ è il respiro?
Continuate a chiedervelo e in ogni instante ascoltate quel respiro. Non smettete di cercare finchè non saprete per certo. Quando otterrete la risposta saprete senza dubbio che quando questo corpo torna alla terra, quel respiro continua. E in quel momento saprete che immenso gesto d’amore avete fatto nel scegliere di unirvi a questo fragile, temporaneo, corpo mortale.

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