Non ce la possiamo fare

sabbiacacca Come ogni settimana, conosciamo i dati auditel delle principali trasmissioni televisive. Non ci soffermeremo ad analizzarli, il bottino di telespettatori si è impoverito in generale, diversi programmi infatti presentano percentuali d’ascolto a una sola cifra,  dopo la liberalizzazione dei canali e le varie pay tv. Solo due dati prenderemo in considerazione, per fare qualche riflessione .Il programma Presadiretta, condotto da Riccardo Iacona, specializzato in inchieste impegnative e approfondite , che spaziano dal mondo delle banche e della finanza internazionale, a più di cinque anni dal crack finanziario , al made in Italy tessile,  fabbricato in parte in Bangladesh, dove le condizioni di lavoro e le retribuzioni di quegli operai sono spaventose, con conseguenti gravissimi incidenti e corollario di lutti.  Alle sofisticazioni alimentari, da quella dell’olio d’oliva, ai maiali allevati in tempi record, privi di spazi adeguati, provenienti dall’estero, alla super potenza economica del boss della mafia Matteo Messina Denaro, latitante da decenni,  che forse non si vuole provare seriamente a catturare. Bene, cioè male, questo serissimo programma di approfondimento, la scorsa settimana ha raggiunto il 5,1% di share.

Di contro, il Grande Fratello, è stato seguito dal 18% dei telespettatori. Giunto ben alla sua tredicesima edizione, il programma all’inizio ha deluso le aspettative degli organizzatori in termini di ascolti, facendo pensare che finalmente per noi fosse finita un’epoca. Invece no, quel 18% ci pesa ancora come un macigno, soprattutto se paragonato al 5,1 di Presadiretta. Riportiamo solo brevi frasi di uno studio Di Nicola Porro del 2011 sulla   trasmissione ancora così in voga.”…storie da consumare e abilità da esibire. Ma soprattutto corpi da mostrare .Quello dei corpi è il vero linguaggio dei reality, il resto, la comunicazione verbale tra i protagonisti e quella che intercorre tra concorrenti e conduttore, è fatta di un lessico compresso, mutuato dagli slogan pubblicitari, sulla chiacchiera quotidiana, dai gerghi subculturali. Una comunicazione frammentaria, in qualche caso al limite dell’afasia, una debole colonna sonora per un racconto senza trama, che si affida a corpi senza pudore.” Ecco allora che l’affermazione che non ce la possiamo fare, nasce spontanea.

Non solo per i gravi problemi denunciati da Iacona in Presadiretta, che temiamo neppure la determinazione di Renzi e l’esuberanza dell’età, riusciranno a risolvere, ma  anche per quel 18 % di telespettatori che si ostinano a guardare un programma  per, lasciatecelo dire…encefalogrammi piatti.   

 

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