Millennials. Il rischio di nascere morti

Parlo dei millennials (e non solo). O meglio ne parlavo con un conoscente. A proposito di un nipote non particolarmente dotato che sta “trascinando” il liceo tra ripetizioni e santi in paradiso. Finirà, forse, l’anno prossimo e io chiedevo allo zio: e poi? Visto l’andazzo e l’applicazione, mandarlo all’Università è come sparargli. Lui non si è trattenuto e mi ha risposto: magari non ad una facoltà scientifica, ma in una umanistica ce la può fare. A quel punto ho cambiato discorso. Perché di discorsi non se ne possono fare.  Una facoltà umanistica, e poi? Perchè i laureari di quelle facoltà, da bravi in giù un posto lo troveranno, forse tra 20 anni, visto la folla/coda che aspetta un posto nell’insegnamento o nello Stato.  Perchè da quelle facoltà solo gli iper trovano posto (raccomandati permettendo). Ma in questo paese di sfigati, un

  figlio laureato ormai DEVE esserci, poi ce lo manterremo, tra genitori, nonni, zii abbienti (soprattutto se non maritati), oppure ce lo DOVRA’ mantenere lo Stato e torniamo sempre lì, non vogliamo deciderci a parlare seriamente delle prospettive di lavoro in questo bene/male-detto paese, che è pieno di laureati traballanti di vario genere, ma non trovi un idraulico, un saldatore, un elettricista, un muratore tuttofare, neanche a pagarlo a peso d’oro. Eppure è un paese pieno di case, che invecchiano, che necessitano di manutenzioni e quindi un’occasione non piccola per chi sa lavorare in questo settore. Senza parlare dell’industria (la poca rimasta) che non trova personale preparato da mettere subito alla produzione e che quindi ricorre a tutti quelli che sanno fare e tocca dire, che sono soprattutto immigrati, e spessissimo dell’est. Non è solo l’esperienza diretta che me lo insegna, ma anche le chiacchiere che faccio con ex colleghi ancora attivi  che sono disperati e non sanno a che santo votarsi tutte le volte che “perdono” un collaboratore preparato. Sarà vero che nel futuro la domotica e la digitalizzazione spinta richiederà millanta operatori di quel genere, ma intanto ORA guardate le vostre case e chiedetevi se vi serve un informatico o un idraulico. Non vorrei fare il provocatore, ma una cosa bisognerebbe farla: la lista delle competenze più necessarie e poi inserirle nel percorso scolastico liceale. Alla fine del liceo avremo persone che potranno andare a scaldare i banchi all’università, ma quando si saranno stufate di farsi mantenere si ricorderanno di avere una professionalità spendibile e potranno fare l’università godendosela, approfondendo, perché intanto si manterranno, magari lavorando part time. Pensateci non è poi così male, molti di noi l’hanno fatto dando ripetizioni, facendo i camerieri la sera, o scaricando cassette la mattina presto e se non l’avete fatto, guardatevi intorno e scoprirete che nel mondo questa è una prassi normale. Se invece volete uccidere questi millenials continuate come adesso, andate in piazza per il reddito di cittadinanza (o qualunque omologo) e avrete contribuito alla mattanza della nostra gioventù.

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