Marisa Cecchetti: Maschile femminile plurale

maschileNelle botti piccole ci sta il vino buono, si dice in Toscana.

Ed è quasi sempre vero.

Giovane Holden Edizioni conferma il detto, perché è un piccolo marchio editoriale di Viareggio, che si ispira a Salinger e pubblica narrativa di qualità.

Ho conosciuto la giovane casa editrice (circa duecento titoli in catalogo) grazie alla raccolta di racconti Maschile femminile plurale, terza opera in prosa di Marisa Cecchetti, molto attiva in poesia (sette raccolte), anche come traduttrice di Barolong Seboni.La scoperta è stata entusiasmante, perché ho letto una raccolta di racconti – certo, poco commerciale, come caratteristica di questo genere letterario – dotata di stile uniforme, solida struttura e buona costruzione narrativa.

Il tema di fondo è il rapporto tra i sessi, filtrato da uno sguardo femminile, indagato da una scrittrice abile ed esperta, dotata di uno stile proprio, appassionata di letteratura, che dimostra di aver metabolizzato anni di letture fondamentali.

“Cerco emozioni forti. Preferisco le notti serene quando mi bucano l’anima quei paesi aggrappati alla montagna che si snodano come comete o si raccolgono come costellazioni in alto, oltre l’autostrada. A mezza costa le luci disegnano il percorso delle strade, su, giù, secondo la forma del pendio o la cime del poggio, strade scalpellinate nel marmo delle Apuane che le sorreggono, e le luci schizzano e sfarfallano contro il cielo della notte”.

Un incipit bellissimo che apre un libro intriso di emozioni forti, ambientato tra i monti pisani e le colline lucchesi che l’autrice conosce bene, così come dimostra di conoscere a fondo l’animo umano – maschile o femminile che sia – e di saper costruire caratteri e personaggi credibili.

Ottimo l’uso del dialogo, l’autrice non è mai invadente, non spiega niente al lettore, ma fa in modo che caratteri e situazioni vengano fuori con il procedere della storia.

Il libro è diviso in tre sezioni: Maschile, Femminile e Plurale ed è composto da una serie di ritratti umani e da alcuni bozzetti di vita quotidiana, storie d’amore e di solitudine, sofferenze sentimentali, piccole gioie e disillusioni.

Un libro di brevi racconti ispirati alla realtà, descrizioni a rapide pennellate, sentimento ma non sentimentalismo, storie che profumano di pane fatto in casa, di Toscana campestre e di erba bagnata di rugiada. Un libro che ho letto in un soffio, pensando ad alta voce che i grandi editori dovrebbero pubblicare chi sa scrivere invece di inventarsi fenomeni da baraccone dai grandi incassi.

Questo piccolo libro vale molto di più di tanti presunti grandi libri che la maggior parte dei lettori leggono perché trovano nelle classifiche dei nostri quotidiani – marchetta.

Viva la letteratura.

www.infol/lupi

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