L’Italia fondata sul lavoro o sul fancazzismo?

 Sono in giro per la Francia e tra un museo, una chiesa e un ristorante, mi capita di fare dei confronti con casa nostra. Non farò un peana della Francia, anche qui ci sono cose da migliorare (gli scioperi lo dimostrano), ma per un turista é un paradis: i musei sono moderni,sia nella concezione che nella gestione, in palazzi splendidi anche oggi, molti nostri sono in paesi altrettanto belli o forse più, ma che  hanno subito l’ingiuria del tempo, le chiese sono aperte per almeno 12 ore al giorno, sono ben tenute, molte hanno subito un “maquillage”discreto, i ristoranti sono per tutte le borse. Il vino, naturalmente, é caro. Ci sarà anche qui corruzione? Certo. E i politici? Ecco questo credo che sia il punto centrale. Intanto chi va in Parlamento viene eletto dagli elettori e non dai capipartito e poi i francesi riescono a dire basta. É il caso Macron che é la nostra pietra di paragone. Da noi alle prossime elezioni correranno per la Presidenza del Consiglio: Renzi, Di Maio e Salvini. Gli ultimi due non hanno neppure uno straccio di laurea, tutti e tre non sono mai stati sfiorati non dico dal  lavoro, ma dall’idea di lavorare, tutti e tre hanno guai con la giustizia (di differente “spessore”), tutti e tre sono dei miracolati, infatti senza la follia della politica all’italiana sarebbero a spasso o in qualche ufficio statale per meriti di appartenenza politica. In Francia si sono stufati dei vecchi attrezzi (Hollande, Sarkozy, ecc…) e hanno eletto Macron. Che é nato nel 1977 e si é laureato nel 2004,se l’é presa comoda direte, col cavolo dopo il liceo si é messo a lavorare e poi, dopo un paio di master francesi, l’hanno chiamato alla banca Rotschild, infine nel 2014 era ministro con Valls e non é che fosse poi un socialista doc, anzi. Salvini é del 1973, Renzi del 1975, Di Maio del 1986, ma curriculum inesistenti, se non quelli politici. I nostri, non solo sono stati ignorati dai Rotschild, ma di banche é meglio non parlare, tra fallimenti e “presunte” collusioni parentali e dire che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e non sul fancazzismo

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