“Lettera all’amato nel giorno del suo matrimonio”

di Elena Marmiroli ed. Miraviglia Ultimamente andare in libreria è diventata un po’ un’impresa, spesso minata da un certo stordimento. Investiti come siamo da valanghe di proposte editoriali non sempre valide, opportunamente rivestite da seducenti copertine che stanno in rapporto al libro come il fumo all’arrosto, la delusione nei confronti di molti prodotti che non siano un classico prevale spesso sulla soddisfazione, e la sorpresa, la schietta e genuinasorpresa di fronte ad un libro che, per il piacere che ha saputo darci, vale il suo prezzo…….beh quella è proprio una rarità . Ma raro non è sinonimo, per fortuna, di impossibile, come ci mostra questo splendido giallo di Elena Marmiroli (a quanto so esordiente): “Lettera all’amato nel giorno del suo matrimonio”. Ho parlato prima di stordimento e di copertine seducenti; volendo si potrebbe unire i due concetti in “scetticismo di fronte a copertine seducenti” ed è quello che ho provato io prendendo in mano il piccolo volume (aurea brevitas….tra le altre cose: possibile che nessuno riesca a dire quello che ha da dire in meno di 400 pagine?) durante una delle mie solitarie esplorazioni in libreria dopo la pausa caffè; in effetti la copertina sa catturare bene l’attenzione, ma la mia famosa diffidenza avrebbe prevalso se non fosse stato per quel titolo cosi particolare ed “insolito” per un romanzo che, stando a quanto illustrava la seconda di copertina, doveva essere un giallo. Butto dentro l’occhio e, per quanto frettoloso, l’esame mi convince a dargli una possibilità . A questo punto avrete gia capito che la lettura ha confermato ed oltrepassato le aspettative. la trama è solida, avvincente, per nulla scontata, concedendo in chiusura un colpo di scena degno di questo nome. Il commissario protagonista della vicenda, figura ormai topica della giallistica contemporanea, lungi dall’essere una semplice riproduzione o, al limite, variazione sul tema, è invece ricca di uno spessore ed autonomia che ne fanno un personaggio “da amare” in sè, le cui vicende personali, intrecciandosi con l’indagine vera e propria, sono parte integrante del corpo narrativo e contribuiscono a fare “il bello del libro”. Ma l’asso nella manica vero e proprio, l’ingrediente X che fa di questo romanzo qualcosa di veramente unico nel suo genere, è l’ingegnoso e riuscitissimo espediente letterario della lettera all’amato, chiave di soluzione dell’enigma, che ha il grande merito di aprire il romanzo ad una pluralità di letture, da quella da spiaggia fino a quella più impegnata e riflessiva, rendendolo un prodotto appetibile per chiunque, forte di uno stile che non scontenterà nemmeno gli habitués dei classici cui facevo riferimento all’inizio.

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