Le coperte corte

mandela-300x330 (ANSA) – ROMA, 6 DIC – “Nelson Mandela è un eroe della libertà. Il suo insegnamento, la sua testimonianza, la sua forza d’animo capace di non arrendersi mai anche quando le forze del male sembravano essere imbattibili, sono e saranno un esempio per tutti noi. Mi auguro che molti, tra coloro che in queste ore ne tessono le lodi, imparino a praticare quella riconciliazione nella verità e nel rispetto reciproco”. Lo ha affermato in una dichiarazione l’ex premier Berlusconi, leader di FI.

È bello vedere che ci sono politici che sanno fare autocritica e intraprendono nuove strade in territori da loro poco praticati. Perché sono sicuro che l’ex senatore si riferisce al suo passato, a quando diceva che chi non lo votava era un cretino (2005), a quando rifiutò la bicamerale (1998), a quando in tribunale dirà che Ruby, di Mubarak avrebbe potuto essere una “nipotina”, ma non la nipote.

Sono contento che almeno ad un comunista porta rispetto (Putin non c’entra, a lui lo legava la puttanità, era scambio culturale). E neanche Maximo faceva parte della comitiva, cattive frequentazioni giovanili.

Le forze del male di Mandela gli fecero fare ventisette anni di galera di cui diciotto di isolamento, le forze del male di Berlusconi per ora neppure un giorno di servizi sociali. Mandela avrebbe fatto cambio, Silvio non so.

Mandela ha cambiato le sue opinioni, modificato le sue idee e i suoi atti sulla base di analisi storiche, il nostro sui sondaggi delle voglie degli elettori.

Mandela incontrava i giovani, dopo la galera, dove capitava e non,con selezionato invito, a teatro.

Mandela scriveva poesie, non apriva siti acchiappa voti mandando avanti un cane.

Eppure anche Mandela serve per far brodo, per portare acqua al mulino, per tenere in piedi un carrozzone.

Non so se Renzi rottamerà, ma se lo farà avrà solo mantenuto le promesse. Berlusconi ha già cominciato a rottamare, in FI ci sono patimenti, perché molti hanno capito che per loro è suonata la campana. Lui sa che ha una squadraccia : bolliti, cattivi comunicatori, accidiosi e frustrati. E per di più, servi, ma non maggiordomi, proprio servi,neanche stallieri, buoni solo per battere le mani e ripetere a braccio le idee del capo. Quindi li lascia a casa, vuole linfa nuova, giovanotti da far scontrare con i quarantenni in “affioramento” del PD. E parla con tutti quelli che lo vorranno ascoltare (Grillo e Renzi), perché sta rischiando di perdere la scena.

Facciamo che non sia un rischio.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.