L’abito non fa il monaco

Napoli- 30 agosto 2014 - Caterina Balivo sposa a Capri Nei giorni scorsi sono convolati a nozze la conduttrice televisiva Caterina Balivo e il finanziere Guido Maria Brera. Nozze segrete, come quelle dei più internazionalmente famosi Brad Pitt e Angelina Jolie, che si son detti sì proprio negli stessi giorni, ma a differenza dei due attori americani, dei quali non vi sono immagini, in quel di Capri, pur con una cerimonia per pochi intimi, gli sposi nostrani hanno lasciato circolare diverse foto del felice giorno. Così non si può non notare come siano state modificate nel tempo le regole delle cerimonie nuziali. Non mi riferisco al colore dell’abito della sposa, rigorosamente bianco, un tempo riservato alle giovani che varcavano la soglia della chiesa, mentre oggi anche le ultracinquantenni lo indossano e pure per le nozze civili. Caterina è giovane e bellissima e fin qui tutto bene, ma si è presentata nella sala del Municipio di Capri, accompagnata dal padre, con il velo bianco, che incorniciava gli splendidi capelli corvini.

Un contrasto eclatante con la mise del marito, che indossava sì calzoni e cravatta scuri, ma in maniche arrotolate di camicia, rigorosamente immacolata. Sembrava pronto per varcare una delle sale della Borsa di Wall Street, come operatore, più che accingersi a infilare la fede nell’anulare dell’ amata. Probabilmente il tutto è stato dettato dalla ricerca di un certo anticonformismo e comunque l’effetto è risultato ugualmente piacevole, grazie anche all’avvenenza dei due sposi. Possiamo comunque dire, come battuta, che mai come oggi l’abito non fa il monaco. Ad esempio ci stiamo abituando a vedere sulle panchine delle partite di calcio, gli allenatori delle squadre più famose, vestiti in giacca e cravatta rigorosamente scuri, alla stregua dei banchieri della BCE, agitarsi poi a bordo campo durante i match, mentre danno indicazioni ai propri calciatori, per abbracciarli infine madidi di sudore, quando sono sostituiti o a fine gara, mandando a ramengo gli splendidi tessuti, magari di Loro Piana, con cui vengono confezionati gli abiti.

D’altra parte, ai mister certo non mancano i quattrini per cambiarne uno ogni domenica, quindi addio alle pratiche tute sportive a cui ci avevano abituato Trapattoni & co.e ammiriamo dunque l’eleganza di Pippo Inzaghi e di Prandelli, anche se ad Istanbul. In compenso, a teatro e nelle banche, sembra che si siano allentate di un bel po’le regole che volevano uomini e donne vestiti elegantemente: si vedono spesso infatti giovani e non, in jeans e maglioni, o signore in abitini che sembrano lingerie. D’altronde a questa mutazione ci aveva abituato già il mega manager Marchionne, autore della rinascita di Fiat, che è comparso sempre nelle conferenze stampa e ai consigli d’amministrazione con il maglione, certo dai colori non sgargianti e sicuramente in puro cachemire.

E tornando indietro negli anni, l’Avvocato aveva lanciato la moda dell’orologio sopra il polsino della camicia, per non parlare delle stravaganze contemporanee del nipote Lapo. Piccole e grandi originalità che esulano dalle regole classiche del bon ton, ma che non dovrebbero uscire mai, come obiettivo generale, dai limiti del buon gusto.

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