La canzone di Achille- Madeline Miller

untitledUna giovane scrittrice americana, nata a Boston e residente a New York, insegnante di  Lettere classiche a Yale, ha sorpreso il mondo letterario con questo romanzo incantevole, che ha fatto scrivere pagine di grande elogio a critici di tutto il mondo, a partire dall’inglese The Guardian e dall’americano The Washington Post., con ben dodici paesi che lo hanno tradotto.

La scrittrice si chiama Madeline Miller e il libro ha per titolo “ La canzone di Achille”.

E sì ,perchè il pelide Achille di cui qui si narra ama la lira e ama cantare con voce ammaliante.

E di Patroclo, compagno di giochi nella prima adolescenza, amico più caro poi, amante appassionato e, infine compagno d’armi fedele.

Dal poema epico più celebrato -l’Iliade di Omero- la Miller riesce a inventare pagine di grande bellezza e intensità che, pur attenendosi alle vicende che nel poema ci vengono narrate, abbandona  gli scenari di guerra e di morte del conflitto con Troia. O meglio, tutto ciò che Omero ci narra, diventa sfondo “storico”, per concentrarsi e concentrarci, sulle vicende di questi due giovani predestinati a morire l’uno per l’altro dagli uomini e dagli dei.

Mentre il mare egeo ribolle di onde burrascose, e i vari potentati greci -sempre bellicosi tra loro- sono in subbuglio e riescono a tessere un’alleanza comune per attaccare la città di Troia e riprendersi la bella Elena sottratta a Menelao, dal bel Paride, figlio di Priamo, i due giovinetti crescono insieme -per motivi casuali, descritti nel romanzo-  alla corte di Peleo, padre di Achille.

Il lettore viene quindi trasportato, con una scrittura asciutta ed essenziale nelle esperienze che i ragazzi vivono sempre più intensamente, all’ombra di vicende grandiose in cui uomini e dei li coinvolgeranno senza che ne abbiano la minima volontà.

Il bellissimo Achille è figlio di Teti, la dea che lo protegge finché le è possibile: madre  inflessibile, che ne vuole determinare le scelte e il futuro di eroe, con una ossessiva presenza.

Teti non ama Patroclo, anzi lo detesta e cerca incessantemente di allontanarlo da Achille, determinando un conflitto doloroso con il figlio, sempre più legato a questo caro e tenero compagno

di giochi e di esperienze di ogni genere.

La Miller, con mano felice ci narra l’evolversi del rapporto tra i due giovani e la sua evoluzione verso la tragedia della loro sorte finale con delicatezza e insieme con una semplicità disarmante.

I due personaggi vivono in una dimensione estranea al mondo che li circonda e che tuttavia li costringerà a scelte non volute, ma non ne piegherà mai, sentimenti e solidarietà, che non cederanno neppure di fronte  alle potenti lusinghe di Ulisse, o di Agamennone, o della stessa Teti.

Achille è un semidio, è forte come nessun altro, dolce come un fanciullo senza malizie, ignaro del suo destino. Patroclo, al contrario è gracilino, indifeso dagli dei, ma appassionato e fedele fino alla fine al suo amato e adorato compagno.

Intorno a loro si muovonoi personaggi omerici, rivisitati nei momenti in cui hanno a che fare con l’indistricabile coppia, ma descritti con i caratteri e le personalità che i versi omerici e tutta l’antichità ha loro assegnato.

Agamennone il grezzo capo degli Achei, Paride il vanesio, Ettore il più puro degli eroi troiani e destinato a uccidere Achille in battaglia, Criseide la sventurata principessa ridotta in schiavitù che si innamora di Patroclo, Ulisse l’astuto tessitore della vittoria.

Non c’è pagina, non c’è parola che in questo romanzo non sia scritta per mantenerci incollati alla lettura, sebbene tutti noi conosciamo a menadito le vicende dell’Iliade.

Credo che questo sia stato reso possibile grazie alla grande preparazione della Miller sui testi che hanno fatto da sfondo al romanzo, e alla sua straordinaria sensibilità nel narrare passioni e sentimenti che riconosciamo in pieno come presenti nella nostra realtà contemporanea.

Teti, la madre e la dea, è una figura ritagliata -forse più di tutti i personaggi del libro- con una nettezza  e modernità che difficilmente ce la fanno  dimenticare.

Miller ha rcevuto il premio “Orange Prize”.

La scrittrice ha impiegato ben dieci anni per scrivere questo libro.

(ediz. Sonzogno, 379 pag.  euro 19 )