Ipocrisia

grande-fratello-vip-al-centro-della-bufera-frase-shock-su-simona-ventura-da-uccidere-la-presentatrice-querela-bettarini-e-russo L’ultimo mese ha visto due casi a mio avviso simili e paralleli in USA e Italia che hanno coinvolto conversazioni private a stampo – secondo alcuni – sessista. Ci riferiamo a quella di Donald Trump e in Italia la conversazione tra il pugile Russo e Stefano Bettarini al Grande Fratello.

Premesso che nessuno dei personaggi citati ci garba, ci troviamo ancora meno sedotti dal richiamo del ‘moralismo delle masse’, del neo-femminismo nevrotico, quello attaccato alle parole e virgole e di quella che in fondo è solo una grande rivelazione dell’ipocrisia che permea la società dell’immagine.

Il moralismo delle masse è innanzitutto estremamente naif. Naif perchè punta il dito contro lo scostumato colto in fallo e non considera che invece tutti gli altri passano per illibati magari solo in quanto non intercettati. Se piazzassimo un microfono per ventiquattr’ ore al giorno nelle stanze private dell’intera popolazione mondiale, da Obama allo spazzino comunale, credo che dal processo mediatico ne uscirebbero indenni pochi. Forse un Buddha qua e là, un Gesù Cristo e poi chi lo sa, visto che ormai anche su Madre Teresa vengono gettate ombre, e cosa ne sappiamo se i santi o I mistici di tutte le religioni non abbiano commesso qualche scivolone anche loro? Forse all’epoca semplicemente non c’erano le telecamere. Di certo decenni dopo, alcune biografie ci restituiscono un mito come Kennedy quale un mezzo maniaco sessuale, o forse neanche mezzo, e che Bill Clinton non si sia mai lasciato andare ad un commento spinto non ci metteremmo la mano sul fuoco, visto che qualche donna lo accusa persino di stupro, e se ricordate bene i media francesi dichiararono a suo tempo di essere in possesso di prove su una relazione fra Obama e la cantante Beyonce, mai confermata. Ma se per pura ipotesi fosse stato vero, allora vorrebbe dire che pure i miti popolari hanno qualche vizio ed è possibile che lo raccontino a un amico, ma quando sei il presidente in carica, con l’esercito più potente al mondo e la CIA alle spalle, è più difficile che qualche ipotetico vizietto filtri alla stampa o al grande pubblico. Ecco, questo penserebbe una mente non naif.

Se invece sei un pugile a fine carriera o un ex calciatore, beh allora capita che le telecamere te le vai proprio a cercare per sbarcare il lunario e magari con la complicità degli autori getti un po’ di benzina sul fuoco dell’audience. E lo fai con la più classica delle chiacchiere da bar. Qualcuno può sentirsi offeso, certo, ma sinceramente le persone che si offendono con facilità per delle idee, parole o concetti piuttosto che per delle azioni, denotano un certo dogmatismo, rigidità mentale e anche una fondamentale spinta egoica. Perchè alzarsi sul piedistallo, offendersi, puntare il dito, demonizzare, in fondo non è altro che un sottile modo dell’ego per segnalarsi come moralmente migliori.

E allora sinceramente non ci sta che le masse si indignino se Trump dice (ed è purtroppo la verità) che un VIP alle donne può fare ciò che vuole, per poi noleggiare Neflix, guardare gli show, i dibattiti e alimentare in prima persona proprio quello star system che consente ai VIP di fare esattamente quello che vogliono.

Non ci sta che la predica a Bettarini la faccia Ilary Blasi. Ci credeva così poco anche lei che l’ha fatta più corta di trenta secondi. Ma forse solo perchè un discorso più lungo, anche se preparato, non lo regge. Non ci sta che il fustigatore dei costumi ai tempi moderni lo faccia Alfonso Signorini.

Riguardo a Bettarini, quello che non ci sta è che in Italia il premio per taroccare il calcio con le scommesse sia quello di finire in TV e poi passarsi- qui non ci formalizziamo con le parole- le più belle gnocche d’Italia. Ma che a quel punto si vanti con un amico ci sta, credetemi. Però i moralisti e le femministe dell’ultima ora, quando Bettarini aveva già patteggiato quattordici mesi di squalifica, non si facevano problemi a seguirlo e a pompare così l’audience di Quelli Che Il Calcio o le varie Isole dei Famosi. Però diventa un problema se dice a un amico che la Varone e’ ‘una bella scopata con due tette naturali’.

Non ci sta di dare addirittura le lezioni di bon ton, dicendo che la lista delle donne non si fa, e poi vivere nel paese dove si arraffa la bustarella,, si truffa con il cartellino, si fa politica per campare e fottere gli altri, si è disposte a tutto per entrare in television e, qui ci si ‘fidanza’ con gente di qualsiasi età, stranamente in posizioni di potere, conduttori, procuratori, autori e poi si fa le sante e le madri di famiglia se qualcuno racconta il filotto di quelle che si è passato – peraltro tutte appartenenti a quegli stessi ambienti televisivi.

Alla fine di tutto questo cancan, mi è venuta in mente una frase. Di un tizio, campato oltre duemila anni fa, che complessivamente ha raccolto un certo consenso positivo sulla sua condotta morale, che almeno secondo l’opinione più accreditata si dava da fare più per gli altri che per se stesso, quindi proprio uno stolto non poteva essere. Sulle chiacchiere da bar invece, chissà se a cena di fronte al vino, anche lui non abbia lasciato scappare qualcosa in oltre trent’anni. Ma siccome ai tempi moderni non è pervenuto nulla di scabroso, ci limitiamo a ricordare solo un suo aforisma: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

 

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